Nel Mare del Nord c’è una flotta di droni sottomarini britannici progettati per individuare e neutralizzare le navi spia russe. Lo rivela la Bbc citando il nuovo programma della Royal Navy condotto nelle acque scozzesi per arginare e fermare la «guerra ibrida» messa in atto da Mosca.
Le prime sperimentazioni della marina militare britannica sono rese possibili dall’utilizzo degli SG-1 Fathom, droni subacquei di fabbricazione tedesca in grado di pattugliare autonomamente e silenziosamente per mesi le profondità oceaniche.
«L’aliante pattuglia l’area, monitora e rileva eventuali intrusi più rapidamente di quanto riuscivamo a fare in passato», ha spiegato Katie Raine, responsabile del programma Fathom, alla Bbc. I droni raccolgono dati tramite sensori avanzati e software addestrati su decenni di registrazioni acustiche, formando una rete autonoma in grado di tracciare sommergibili e navi sospette.
La sperimentazione «Fathom», se si dimostrerà efficace, entrerà a far parte di Atlantic Bastion, il programma militare inglese realizzato per proteggere infrastrutture critiche come cavi e condotte sottomarine. Secondo il ministero della Difesa, negli ultimi due anni l’attività subacquea russa nelle acque del Regno Unito è aumentata del 30%. Tra gli episodi più recenti, la nave oceanografica Yantar, sospettata di mappare i cavi britannici, ha puntato laser contro piloti della Raf che ne seguivano i movimenti.
Per il segretario alla Difesa, John Healey, «la minaccia russa si evolve rapidamente. Putin sta modernizzando la sua flotta per colpire infrastrutture critiche. Ed è per questo che il Regno Unito deve essere in grado di rispondere con pari rapidità». Il programma Atlantic Bastion combina droni, navi e aerei di sorveglianza, e si integra con il Lunna House Agreement, l’accordo firmato con la Norvegia per creare una flotta congiunta finalizzata a monitorare e dare la caccia ai sottomarini russi nell’Atlantico settentrionale.
Secondo il First Sea Lord, Gwyn Jenkins, «nonostante il costo della guerra in Ucraina, la Russia investe centinaia di miliardi nella sua flotta subacquea. Noi restiamo avanti, ma la pressione è forte: questa è una corsa per mantenere il vantaggio strategico nell’Atlantico». (riproduzione riservata)