Dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio della pandemia di Covid-19, finalmente si inizia ad intravederne la fine. E’ con queste parole, ricche di speranza, che ha esordito il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo al Global Health Summit. "Purtroppo, in molte altre aree del mondo, la pandemia non accenna a diminuire", ha aggiunto Draghi, ribadendo il ruolo chiave dell’Unione europea, che ha già “esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini Covid-19 in 90 paesi, circa la metà della sua produzione totale. Tutti gli Stati devono fare lo stesso: dobbiamo revocare i divieti generalizzati di esportazione, soprattutto nei paesi più poveri", ha detto il premier.
"Liberalizzare il brevetto, sia pur temporaneamente, non garantisce infatti la produzione di vaccini, che è molto più complessa, e la liberalizzazione dei brevetti non garantisce la sicurezza. Prima di arrivare alla liberalizzazione dei vaccini, bisognerebbe fare cose più semplici come rimuovere il blocco alle esportazioni che Stati uniti e Regno Unito continuano a mantenere. L'Unione europea esporta esattamente quanto ha dato ai suoi cittadini", ha ribadito Draghi. “La posizione di Biden deve essere ancora capita nella sua interezza", ha replicato il premier a chi gli chiedeva cosa pensasse della posizione del presidente degli Usa sui vaccini, "milioni di persone non hanno accesso ai vaccini e stanno morendo, ci sono grandi case farmaceutiche che hanno avuto sovvenzioni governative imponenti, ci si aspetta qualcosa in cambio. Anche perché”, ha osservato Draghi, "l'applicazione temporanea della liberalizzazione dei brevetti non dovrebbe costituire un disincentivo alla ricerca di altri vaccini".
Ad oggi, "le differenze nei tassi di vaccinazione sono sbalorditive. Quasi 1,5 miliardi di dosi di vaccini sono state somministrate in oltre 180 paesi in tutto il mondo. Solo lo 0,3% di loro si trova in paesi a basso reddito, mentre i paesi più ricchi ne hanno amministrato quasi l'85%. Non solo queste disparità sono inaccettabili. Sono anche una minaccia", ha detto il presidente del Consiglio, secondo cui, finché il virus continua a circolare liberamente in tutto il mondo, “può mutare pericolosamente e minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo. Dobbiamo assicurarci che i vaccini siano più disponibili per i paesi più poveri”.
"Purtroppo, molti paesi non possono permettersi di pagare i vaccini e questo è il motivo per cui iniziative come ACT Accelerator sono così importanti. Finora l'Italia ha donato 86 milioni di euro a Covax e altri 30 milioni a progetti multilaterali collegati. Oggi sono molto lieto di annunciare che, questa settimana, intendiamo aumentare in modo significativo questo contributo e incrementarlo almeno di 300 milioni di euro", ha detto il presidente Draghi, ribadendo come “dobbiamo aiutare i paesi a basso reddito, compresa l'Africa, a produrre i propri vaccini. Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale. Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. L'Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l`incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche", ha evidenziato il premier.
La crisi globale non è dunque finita, e “dobbiamo agire in fretta, altrimenti questi costi umani, economici e sociali rischiano di salire ancora in modo significativo", ha detto il presidente del Consiglio, sottolineando come “la pandemia da Covid-19 ha devastato le nostre società. Più di 3,4 milioni di persone sono morte a causa del virus secondo i dati ufficiali, ma il bilancio delle vittime è sicuramente molto più alto. L'anno scorso, l`equivalente di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno sono andati persi a livello globale, pari a circa quattro volte quelli persi durante la crisi finanziaria. Almeno 1,5 miliardi di studenti non avevano frequentato la scuola nel marzo dello scorso anno. Circa 700 milioni di studenti, ancora oggi, non ricevono un’istruzione in presenza".
Secondo Draghi però "in Europa abbiamo risposto in modo energico e coordinato. I nostri governi e le nostre banche centrali hanno avviato diversi cicli di stimoli fiscali e monetari, che hanno contribuito a salvare posti di lavoro e prevenire fallimenti indesiderati. I nostri scienziati hanno sviluppato una serie di vaccini efficaci, con una velocità senza precedenti. Li stiamo somministrando velocemente, iniziando dagli anziani e dai più fragili, e garantendoli gratuitamente a tutti", ha sottolineato Draghi.
"Io, come credo la maggior parte degli italiani, voglio riaprire, voglio che le persone tornino a lavorare, a divertirsi, a stare assieme, ma bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre", ha invece replicato a chi, nel corso del suo intervento, gli ha chiesto se e quando la Cabina di regia procederà a nuove riaperture. "Stiamo esaminando i dati, che sono abbastanza incoraggianti", ha riferito il premier, "sia per quanto riguarda le vaccinazioni che per i contagi."Se l'andamento continuerà in questa direzione, la Cabina di regia procederà con altre aperture. L'importante è essere graduali, prudenza e gradualità", ha concluso Draghi. (riproduzione riservata)