Il listino milanese ha chiuso la seduta in deciso rialzo, spinto dall’entusiasmo per la nomina di Mario Draghi come possibile presidente del Consiglio. L'ex presidente della Banca centrale europea ha infatti accettato con riserva l'incarico di formare un nuovo governo.
Il Ftse Mib ha chiuso con una performance del 2,09%, sovraperformando rispetto alle altre piazze europee. In verde anche il Dax (+0,71%), mentre il Cac ha concluso sulla parità e il Ftse 100 ha segnato -0,13%. Forte contrazione per lo spread Btp/Bund, che ha chiuso a 105 punti base, in calo di oltre 8 punti rispetto a ieri.
Prosegue contrastata Wall Street. Il Dow Jones segna -0,15%, mentre il Nasdaq Composite sale dello 0,05%, con gli investitori incoraggiati dagli utili societari e dalla prospettiva di ulteriori stimoli fiscali. Buone notizie anche dal fronte dei dati macro: in base alle stime dell'Automatic Data Processor, negli Usa è stato registrato a gennaio un aumento dei posti di lavoro nel settore privato pari a 174mila unità, un dato che ha battuto nettamente il consenso degli economisti fermo a 49mila unità.
Sempre sul fronte dei dati macro, il Pmi servizi Usa, nella lettura finale di gennaio, si è attestato a 58,3 punti, al di sopra dei 54,8 di dicembre e dei 57,5 del preliminare. Il dato, puntualizzano gli economisti di Ihs Markit, ha registrato il secondo tasso di crescita più consistente da sei anni circa. L'indice Ism non manifatturiero degli Usa invece si è attestato a 58,7 punti a gennaio, in rialzo rispetto ai 57,7 di dicembre, superando il consenso degli economisti consultati dal Wall Street Journal a 57 punti.
L’oro scambia sulla parità, muovendosi intorno a 1835 dollari. Decisi guadagni per il petrolio, con Brent e Wti entrambi in rialzo di oltre due punti percentuali. L’euro perde ancora terreno rispetto al dollaro, con il cross valutario che si muove in lieve ribasso dello 0,16%, a 1,2023. (riproduzione riservata)