Piazza Affari parte con il Ftse Mib in calo del 2% a quota 20.918 punti e lo spread Btp/Bund a 229 punti base (il rendimento del decennale italiano sale al 3,61%) con gli investitori appesi all'evoluzione della crisi di governo. Il premier, Mario Draghi, che ha comunque incassato la fiducia in Senato ma con tre partiti di maggioranza (M5s, Forza Italia e Lega) che si sono astenuti dal sostenere il governo, ha sospeso la seduta alla Camera "perché mi sto recando dal presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni", ha detto. Rassegnerà, dunque, al Presidente della Repubblica le sue dimissioni e con ogni probabilità il capo dello Stato, Sergio Mattarella, scioglierà anticipatamente le Camere, con le elezioni fissate per inizio ottobre. Meno sotto pressione gli altri indici europei (-0,13% il Dax, -0,16% il Cac40, +0,03% il Ftse100) con i futures di Wall Street poco convincenti (+0,02% il Dow Jones e -0,04% l'S&P500), nonostante i conti oltre le attese di Tesla.
"La scelta di M5S, Lega e Forza Italia di non sostenere più il governo di unità nazionale con a capo Mario Draghi avrà conseguenze fortemente negative sull'andamento dell'azionario italiano e aumenterà le tensioni sullo spread con un forte rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani", ha commentato Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia. "In merito al mercato obbligazionario, crediamo che i timori degli investitori su un lungo periodo di instabilità politica in Italia possano portare lo spread nel breve termine a 250 punti base e nel medio a 300 punti base".
Per Annalisa Piazza, analista di Mfs Investment Management, il risultato è forse il peggiore della crisi iniziata la scorsa settimana e si prevede che emerga una maggior frammentazione. "È probabile che nelle prossime settimane lo spread Btp/Bund subisca una tendenza all'allargamento. Escludiamo che lo spread raggiunga i livelli visti durante la crisi finanziaria globale o nel 2018-2019, quando sono state discusse le questioni esistenziali della zona euro, ma è certo che ulteriori incertezze saranno prezzate", ha precisato Annalisa Piazza.
Anche perché il tutto avviene in una giornata campale che vedrà la Bce alzare i tassi di interesse per la prima volta in oltre un decennio per contrastare l'inflazione elevata. Non solo. "In caso di un piano non convincente per evitare la frammentazione finanziaria dell'eurozona, il cosiddetto scudo anti-spread, potrebbe contribuire a un ulteriore ampliamento dei differenziali di rendimento. Infine, l'uscita di Draghi aumenta le probabilità che il Governing Council possa associare al nuovo programma di acquisto titoli condizionalità più stringenti del previsto", ha aggiunto Diodovich.
Importanti, invece, in chiave Fed alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: +9.000 unità a 244.000) e l'indice Fed Filadelfia a luglio (precedente: -3,3 punti; previsione: -2,5 punti). Alle 16:00 il superindice a giugno (precedente: -0,4% mese su mese; previsione: -0,3% mese su mese) e alle 16:30 le scorte settimanali di gas naturale (precedente: +58 miliardi di piedi cubi a 2.369 miliardi).
A proposito di gas, il Nord Stream, il gasdotto che collega la Russia alla Germania sotto il Mar Baltico, ha ripreso a funzionare dopo la manutenzione annuale, ponendo fine a 10 giorni di tensioni e speculazioni sulla possibilità che il regime di Vladimir Putin interrompesse il flusso di gas naturale verso l'Europa come ritorsione alle sanzioni occidentali dopo l'invasione dell'Ucraina. Nord Stream ha dichiarato che il gasdotto è in fase di riavvio e che il tutto richiederà alcune ore. "Il gas sta fluendo", ha confermato un portavoce della società, aggiungendo che il volume del gas dovrebbe coincidere con il livello precedente alla manutenzione, pari a circa il 40% della capacità totale. L'autorità tedesca di regolamentazione dell'energia ha dichiarato di aspettarsi che i flussi raggiungano inizialmente il 30% della capacità. Il prezzo del gas europeo scende del 4,5% a 148 euro a megawattora.
Tra le altre materie prime, vendite anche su petrolio (Wti -0,91% a 98,97 dollari al barile e Brent -0,78% a 106 dollari al barile) e sull'oro, andato sotto la soglia di 1.700 dollari a 1.687 dollari l'oncia (-0,76%) con il dollaro che si conferma debole sull'euro: la moneta unica vale 1,02058 (+0,36%). Sul listino milanese con lo spread in aumento scendono le banche: Unicredit -5,76%, Intesa Sanpaolo -4,75%, Banco Bpm -5,10%, Bper Banca -5,30% e Mps -4,40%. Inoltre, perdono oltre due punti percentuali Enel, Azimut, Poste Italiane, Recordati, Tim e Unipol. Si salvano dalle vendite solo alcuni titoli industriali come STM, Stellantis, Cnh Industrial e Prysmian. (riproduzione riservata)