Milano al top nelle città europee dello shopping. Tra le vie più frequentate in Europa, al quarto posto spicca corso Vittorio Emanuele, come luogo mass market ad altro transito, mentre tra le vie del lusso la capitale, con via Condotti e via del Babuino, guida la classifica nazionale, piazzandosi rispettivamente all'ottavo e undicesimo posto. I prezzi degli affitti di negozi riflettono l'incertezza del periodo Covid ma mostrano la resilienza dell'economia lombarda e nazionale. A Milano per affittare un negozio in via Torino il prezzo medio di fine 2021 tiene quota 200 euro al metro quadro al mese, poco di più nella vicina via Dante (220 euro) mentre i prezzi balzano a 250 euro in corso Vittorio Emanuele II e si moltiplicano per due nelle vie del lusso: 410 euro al metro quadro in via della Spiga e 667 euro in via Montenapoleone. Nella capitale i prezzi sono in media più bassi, con una locazione mensile da 200 euro al metro in via Cola di Rienzo e 234 euro in via del Corso. La forza di Roma è nelle vie del lusso, dove i valori salgono a 280 euro al metro in via del Babuino e 500 euro in via Condotti. È quanto emerge dalla classifica di Bnp Paribas Real Estate sulle principali vie dello shopping in Europa.
Dopo i mesi bui del 2020, in cui nelle città europee abbondavano i negozi sfitti, un certo livello di normalità è stato ristabilito nel corso del 2021 in concomitanza con la crescita economica e il rimbalzo di turismo e consumi. «I locali dei centri abitati», spiega Patrick Delcol, capo del Pan European retail di Bnp Paribas real estate, «si confermano attrattivi, insieme ad alcuni nuovi modelli e format commerciali che si stanno diffondendo nel Vecchio Continente». Al netto della nuova ondata di Covid, le prospettive si mantengono infatti positive. In particolare, i progetti a uso misto stanno diventando la norma in tutta Europa. «Le autorità locali sostengono questi sviluppi mentre si sforzano di riqualificare i centri urbani e ridare vita a quartieri trascurati», sottolinea il report annuale di Bnp Paribas Re. «Questi progetti sono popolari perché attraggono diverse categorie di persone, ovvero acquirenti, lavoratori e abitanti, che generano flussi costanti. Gli investitori e gli sviluppatori prestano sempre più attenzione a queste attività, che valorizzano le zone del centro, ripristinano gli equilibri finanziari e soddisfano la crescente domanda dei cittadini».
Il focus è dunque sulle riqualificazioni, che includono uffici, abitazioni, ristoranti, negozi, hotel, così come spazi verdi e ricreativi per «formare un ecosistema completo, attirando acquirenti e visitatori locali e stranieri» che beneficiano di una diversificazione degli investimenti rispetto alla costante attrattività del centro città. Ecco dunque che la smart city entra nei temi di investimento immobiliare in misura significativa, grazie anche alla nuova mobilità sostenibile che, dopo gli anni dei blocchi in area Ztl, facilita oggi l'accesso ai centri urbani.
Le città stanno rendendo più brevi i percorsi di trasporto suburbano: da Milano a Stoccolma e da Lisbona a Barcellona, le metropoli europee - spesso storicamente organizzate intorno alle automobili - si stanno rivolgendo a nuovi sistemi di mobilità. A loro volta, i nuovi modelli di trasporti urbani allargano i bacini di utenza del commercio al dettaglio, portando potenziali nuovi clienti ai negozi del centro. Le piste ciclabili, già in voga, sono ora un elemento portante della rete di trasporto locale. Infine, per alcune città come Bruxelles e Vienna, queste politiche di mobilità includono nuovi circuiti di vendita al dettaglio senza auto, dedicando ancora più strade ai pedoni e migliorando la loro esperienza di shopping.
Ma quali sono le vie del lusso più frequentate nel Vecchio Continente? Londra, malgrado l'ondata di Covid abbia colpito 14 milioni di persone, si conferma al vertice. Oxford street, con 72mila persone in transito ogni giorno, batte la Gran via di Madrid, con 61 mila persone. Regent street segue al terzo posto con 57 mila visitatori, precedendo di poco corso Vittorio Emanuele dove, in una giornata media, transitano 55mila persone. In via Torino a Milano, strada al diciottesimo posto in Europa, passano oltre 30mila persone al giorno, più che a Berlino in Tauentzienstrasse.Quanto ai prezzi, il prime rent, ovvero l'affitto di fascia alta, per un negozio in Regent street vale 682 euro al metro quadro. Poco meno di Oxford street (708 euro) e circa un quarto di Old Bond street, che con 2.150 euro è la via più cara d'Europa. A Parigi si va dai 1.417 euro al metro quadrato al mese per un negozio sugli Champs-Elisées, ai 1.250 di rue Saint-Honoré, per scendere a 208 euro al metro di rue de Rivoli. Il rapporto fra flussi di traffico e valori commerciali non è sempre positivo. Nella popolosa Madrid e frequentatissima Gran via il costo medio di un affitto è relativamente basso (280 euro al mese per metro quadrato), che scende a 120 euro nella vicina Calle de Goya, dove transitano ogni giorno un terzo dei passanti (20.400). Nella penisola iberica il grande passaggio di turisti a Barcellona non sostiene troppo le quotazioni: nella Rambla de Cataluna i prezzi medi sono di poco superiori a 90 euro al metro quadro di negozio e anche nelle vie più prestigiose della città catalana il prezzo massimo arriva ai 280 euro di Av. Del Portal del Agel. (riproduzione riservata)