Risultato diverso se ci si sposta in periferia e si considerano case di minor pregio. Un'abitazione civile di 100 mq in stato di conservazione normale in una zona periferica (Giambellino, Tirana, Frattini) costa in media 965 euro al mese d'affitto (da 850 a 1.080 secondo l'Omi). Per comprarla occorrono 245 mila euro (da 220 mila a 270 mila). Anche disponendo di 49 mila euro (20% del prezzo), un mutuo trentennale a tasso variabile da 196 mila euro comporta una rata iniziale di circa 820 euro mensili (anche questi potranno crescere). In questo caso però invece di un aggravio si ha un risparmio mensile di 145 euro, in grado di assorbire, nel tempo, almeno parte degli aumenti derivanti dal ritorno dell'Euribor ai suoi valori medi.
È chiaro che i due esempi non possono rappresentare l'intero mercato. Possono però mostrare come l'incremento del valore di un immobile non si trasferisce in automatico sull'affitto; i canoni di una casa di maggiore valore, anche se più alti in valore assoluto, pesano meno sul valore dell'abitazione rispetto ai canoni di locazione di un'abitazione di valore più limitato. A seconda delle proprie disponibilità e risparmi (e con le strette maglie delle banche nel concedere mutui), passare dall'affitto all'acquisto risulta più conveniente proprio per chi vive in affitto in abitazioni che per superficie o ubicazione non hanno alti valori commerciali. (riproduzione riservata)