Dovalue archivia il 2025 con redditività, generazione di cassa e riduzione della leva finanziaria nella fascia alta della guidance. Il provider di servizi finanziari ha registrato ricavi per 580,4 milioni di euro, in aumento del 21,1% con le attività non-Npl che rappresentano il 36% dei ricavi complessivi, in linea con il riposizionamento del gruppo verso segmenti a maggior crescita e minore volatilità.
L'area è destinata a rafforzarsi ulteriormente a seguito del perfezionamento dell’acquisizione di Coeo (il gruppo ha ottenuto tutte le autorizzazioni ad eccezione della Germania, dove il processo di nullaosta è in corso e il closing è atteso a breve).
Oltre le attese degli analisti l’ebitda: escluse le componenti non ricorrenti è cresciuto del 31,8% a 217,2 milioni, nella fascia alta della guidance tra 210 e 220 milioni. Mentre l’utile netto ordinario è più che triplicato a 25 milioni. La proposta di dividendo al prossimo cda è attesa in linea con la dividend policy della società (Equita si attende un dividendo di 0,09 euro per azione, yield del 4%). Pressoché stabile il gross book value a 136 miliardi nonostante l’elevata attività di collection (5,5 miliardi, +15%).
Mentre la crescita del nuovo business ha raggiunto 14,5 miliardi di gross book value, superiore alla guidance di oltre 12 miliardi. Sorprendente la generazione di cassa di 76 milioni (60-70 milioni il target) e l’indebitamento netto sceso più del previsto a 438,6 milioni come la leva finanziaria netta da 2,4x a 2x.
La solida posizione di liquidità con 145 milioni di cassa in bilancio, 132 milioni di linee di credito non utilizzate e nessuna scadenza da rifinanziare fino al 2030, assicura una flessibilità finanziaria e strategica, anche per nuove acquisizioni bolt-on di importo contenuto, nei mercati di riferimento di Coeo, come ha anticipato la ceo Manuela Franchi in un’intervista a MF-Milano Finanza. In attesa della presentazione del nuovo piano industriale, grazie a Coeo i target 2026 aggiornati vedono 800 milioni di ricavi, un ebitda di 300 milioni e una leva finanziaria di 2,2 volte.
A Piazza Affari il titolo Dovalue ha chiuso la seduta del 26 febbraio con un progresso del 3,4% a 2,2 euro. (riproduzione riservata)