Il titolo Dovalue tocca i massimi dal 2 aprile (+6,17% a 1,72 euro in chiusura, top intraday a 1,74 euro) a Piazza Affari in vista dei conti del primo trimestre del 2025 (14 maggio dopo la chiusura del mercato). Equita si attende una partenza d’anno tonica, coerente con la guidance sul 2025.
A livello geografico, la Sim si aspetta una performance in Italia in crescita su base annua grazie al consolidamento di Gardant e ai primi effetti delle sinergie, con un miglioramento della marginalità nella regione. In Grecia, oltre al perdurare di un buon contesto per il business, Equita pensa che alcune delle operazioni di secondary sales, inizialmente previste per il quarto trimestre del 2024, possano essere state completate nel primo trimestre. Invece, in Spagna, sebbene la scala operativa rimanga sub-ottimale, la Sim si attende che la divisione della società possa confermare un ebitda leggermente positivo in un trimestre tipicamente con stagionalità negativa.
Incorporando nelle stime alcuni oneri one-off per l’integrazione di Gardant e l’emissione del bond (complessivamente -11 milioni prima delle tasse), Equita si aspetta ricavi lordi a 131 milioni di euro (+33% anno su anno/ -21% trimestre su trimestre; 119,8 milioni la stima di Banca Akros), un ebitda adjusted a 40 milioni (+62% anno su anno/-41% trimestre su trimestre, pressoché in linea con la stima di Banca Akros a 40,8 milioni), un utile netto adjusted a 1 milione, a differenza di Banca Akros che si attende una perdita di -2,1 milioni (-2,4 milioni nel primo trimestre del 2024), e una posizione finanziaria netta negativa per -503 milioni.
Inoltre, a livello di generazione di cassa, «stimiamo un free cash flow in area 12 milioni, incorporando nelle stime un impatto limitato dei capex, -2 milioni, il pagamento dell’earn-out, -11 milioni, inizialmente previsto nel quarto trimestre e il consueto impatto dei lease Ifrs 16 per -5 milioni», precisa la Sim, confermando le stime sul 2025, le quali si posizionano nel punto medio a livello di ebitda adjusted (215 milioni contro la guidance a 210-220 milioni) e nella parte bassa a livello di free cash flow (60 milioni contro la guidance a 60-70 milioni).
Dato ancora più positivo, sulla raccolta di nuovi mandati di servicing, Equita ha confermato la sua previsione di 11 miliardi, al di sopra della guidance di 8 miliardi della società «che ci aspettiamo venga rivista in corso d’anno dagli attuali 7 miliardi da inizio anno. Manteniamo invariate anche le stime sul 2026/2027 che, però, per il prossimo esercizio sono posizionate sotto i target della società: ebitda adjusted a 218 milioni contro la guidance di 240-255 milioni», puntualizza Equita. Banca Akros ha stimato un utile netto rettificato, rispettivamente, di 33,7 milioni di euro e di 57,2 milioni per il 2025 e il 2026.
In vista della trimestrale, Equita ha confermato il rating hold e il target price a 2,10 euro sull’azione, mentre Banca Akros il 22 aprile ha ripreso la copertura (in precedenza sospesa) con una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo di 2,2 euro. I multipli impliciti al prezzo obiettivo corrispondono a un p/e rettificato 2026 di 7,3. «Il nostro giudizio è supportato dal forte momentum dell’attività commerciale, che aumenta la visibilità sull’evoluzione positiva della redditività futura. Questo, insieme al valore generato dall’integrazione di Gardant, dovrebbe sostenere una performance positiva di Dovalue. Infatti, la nostra stima di ebitda 2026 di 248 milioni di euro beneficia anche della piena realizzazione delle sinergie per 15 milioni di euro (20% ricavi, 80% costi) legate all’acquisizione di Gardant», conclude Banca Akros. (riproduzione riservata)