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Doppia Firma: il Grand Tour dell’eccellenza italiana che conquista la Milano Design Week

Torna a Milano Doppia Firma, il progetto che reinterpreta il mito del Grand Tour con creazioni inedite nate dal dialogo tra maestri artigiani e designer internazionali

di Manuela Stefani – Foto di Laila Pozzo
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Grand Tour: basta la parola per evocare una suggestiva atmosfera di altri tempi, quando l’aristocratica gioventù nordeuropea si concedeva il lusso di lunghi viaggi di formazione nella trionfante bellezza del nostro Paese, immergendosi nella preziosità dell’arte e nell’impareggiabile cultura. Allora, parliamo di Settecento e Ottocento, potevano essere dedicati mesi a girovagare da Nord a Sud, nello splendore dei paesaggi italiani.

Alcune delle 12 coppie di artigiani e designer/architetti  che partecipano alla XIª edizione di Doppia Firma, a Milano (21-26 aprile). Qui, il maestro cartapestaio napoletano Giuseppe Tudisco ed Elisa Ossino.
Alcune delle 12 coppie di artigiani e designer/architetti  che partecipano alla XIª edizione di Doppia Firma, a Milano (21-26 aprile). Qui, il maestro cartapestaio napoletano Giuseppe Tudisco ed Elisa Ossino.

Oggi, epoca dell’overtourism e dei weekend, è difficile immaginare un’esperienza del genere, ma si riesce grazie a Doppia Firma, il format espositivo ideato da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con il sostegno di Michelangelo Foundation, dal 2016 appuntamento fisso nel calendario degli eventi Fuori Salone durante la Milano Design Week. Alla sua XI° edizione, Doppia Firma presenta oggetti inediti e creati per l’occasione da un artigiano in coppia con un designer, i quali, lavorando in sinergia, riversano nell’atto creativo competenze tecniche e approcci diversi, ma complementari e ugualmente nobili.

Emilio Brazzolotto e Luigi Scarabelli, del marchio milanese Fabscarte, e Sara Ricciardi.
Emilio Brazzolotto e Luigi Scarabelli, del marchio milanese Fabscarte, e Sara Ricciardi.

Quest’anno, il tema è proprio quello del Grand Tour: le coppie partecipanti alla mostra allestita alla Casa degli Artisti (a Milano, in corso Garibaldi 89/A) dal 21 al 26 aprile, propongono, con le loro creazioni, un atlante del savoir faire italiano, nel quale a ogni tappa corrisponde una specialità diversa. Si va dalle ceramiche siciliane alla cartapesta di Nola, dai vetri e gli specchi veneziani alle rilegature d’arte romane, dalla lavorazione delle pietre preziose fiorentine alle carte artigianali milanesi e all’ebanisteria torinese, interpretate in chiave tradizionale ma con un occhio alla contemporaneità, sulla scia della comprovata vocazione italiana a integrare lavoro artistico e ricerca tecnica come fece tra i primi Leonardo da Vinci, genio del Rinascimento.

L’orafo fiorentino Tommaso Pestelli con Paola Navone.
L’orafo fiorentino Tommaso Pestelli con Paola Navone.

«L’edizione di quest’anno vuole essere un tributo alla capillarità della diffusione dell’artigianato artistico in Italia», dice Alberto Cavalli, direttore generale di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. «Dalle Alpi alla Sicilia, i maestri artigiani impreziosiscono i territori e i distretti con l’originalità e l’autenticità del loro talento, dialogando con i designer, portatori di uno spirito critico e creativo, innovativo negli atelier. Di qui nasce l’efficacia di un progetto come Doppia Firma, che spinge lo sguardo verso le nuove frontiere della cultura del craft, uscendo dai sentieri più battuti e creando connessioni fertili in tutti i luoghi in cui il saper fare ha ancora il forte potere evocativo della tradizione, ma si apre in misura sorprendente alle necessità del contemporaneo».

L'intagliatore fiorentino Marco Castorina e Constance Guisset.
L'intagliatore fiorentino Marco Castorina e Constance Guisset.

Affascinanti e di spessore sono le storie di questi campioni dei métiers d’art e del design, esponenti di generazioni diverse e provenienti da territori differenti, imprescindibili retaggi della loro espressività attuale: come la siciliana Elisa Ossino, architetto, che combina astrazione geometrica, monocromie, riferimenti metafisici e surrealisti, che per Doppia Firma lavora con il cartapestaio nolano Giuseppe Tudisco, erede di una famiglia di artigiani che hanno contribuito a fare la storia dell’arte della cartapesta. O la francese Constance Guisset, designer di oggetti ergonomici, caratterizzati da colore, delicatezza, movimento e sorpresa, in coppia con Marco Castorino, titolare di una delle più importanti botteghe italiane di intaglio, doratura, falegnameria ed ebanisteria a Firenze.

Il milanese Alessandro Rametta, della bottega di ferro battuto la Fucina di Efesto, e il Maestro Ugo La Pietra.
Il milanese Alessandro Rametta, della bottega di ferro battuto la Fucina di Efesto, e il Maestro Ugo La Pietra.

E ancora: Ugo La Pietra, artista, architetto e designer, intellettuale radical, che si accompagna ad Alessandro Rametta, talentuoso maestro nell’arte dei metalli; Roberto Sironi, designer affascinato dai materiali, e Simone Cenedese, nato a Murano, cresciuto nella fornace di famiglia e oggi creatore di sculture, vasi e lampadari in vetro in 40 colori ottenuti con ricette custodite da tempi lontani. Una vera e propria festa per gli occhi e un’irrinunciabile occasione per assistere a uno dei più interessanti pas-à-deux nel panorama della cultura italiana dei nostri tempi. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 18/04/2026 10:10
Ultimo aggiornamento: 18/04/2026 10:10
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