Chiuso nel suo studio di Piazzetta Cuccia, sotto i colpi dell’offerta del Montepaschi, il ceo della merchant bank Alberto Nagel incassa la «disponibilità di Generali a proseguire nelle discussioni sulla partnership strategico-industriale con Mediobanca, riservandosi il diritto di valutare nelle prossime settimane la partnership (su Banca Generali, ndr) e l’offerta (dell’istituto milanese, ndr) nel pieno rispetto dei processi, delle procedure e della tempistica» della compagnia. L’assemblea sull’ops è stata convocata per il 21 agosto.
Il comunicato di Piazzetta Cuccia è arrivato ieri sera poche ore dopo il board dell’assicurazione guidata da Philippe Donnet che ha dato disco verde all’avvio della trattativa e fa luce sul contenuto delle discussioni in corso fra Trieste e Milano. Per Nagel la posizione di Generali risponde appieno alla richiesta formulata lo scorso 30 luglio nella quale il banchiere chiedeva che la compagnia «si esprimesse sulla ragionevolezza della possibilità di continuare un confronto arrivando a a una negoziazione» che «stabilizzi nel lungo termine tutti gli accordi distributivi».
Nel prendere atto della decisione di Generali il board ha introdotto alcune modifiche di sostanza al documento di offerta e, soprattutto, alle condizioni vincolanti. Venendo incontro alle esigenze manifestate da Banca Generali, Nagel ha circoscritto la sottoscrizione degli accordi distributivi alle sole Mediobanca e Generali, lasciando poi la porta aperta in un secondo momento per il gruppo di Gian Maria Mossa.
Inoltre non sarà più necessario un accordo (vincolante) di partnership strategico-industriale da rendere noto al mercato prima della pubblicazione del prospetto ma basterà «la stipula di un term sheet (contratto preliminare) con Generali» entro «il penultimo giorno del periodo di adesione all'offerta». La stessa condizione vale anche per il lock-up sul 6,5% del Leone con cui Mediobanca intende pagare il deal.
Ma cosa è cambiato rispetto al 16 giugno quando Mediobanca decise di rinviare l’assemblea per i dubbi avanzati da alcuni soci rilevanti sull’incompletezza delle informazioni, oltre che per i timori di Nagel di non avere la maggioranza? Da un lato Generali è uscita allo scoperto non manifestando contrarietà all’operazione. Dall’altra parte i soci Mediobanca potranno contare su un framework informativo più dettagliato rispetto a giugno. La proposta di Nagel rappresenta infatti la base su cui saranno costruiti i nuovi accordi commerciali.
La lettera delle Generali era l’assist necessario per la convocazione dell’assemblea. La record date, cioè la scadenza entro la quale gli azionisti devono depositare i titoli per votare, è fissata per martedì 12. Il 18 dovrebbe arrivare l’ok della Bce, facendo scattare i cinque giorni (sabato 23 agosto) per l’approvazione del prospetto da parte della Consob. Se l’assemblea darà luce verde, si metterà in moto l’ops. Secondo Mediobanca potrebbe partire già a inizio settembre e potrà essere fermata solo al venir meno di una delle condizioni vincolanti. Se questi saranno i tempi, finirà dopo l’ops di Mps sulla stessa Piazzetta Cuccia, fissato per l’8 settembre. (riproduzione riservata)