Dopo la sospensione temporanea dei dividendi imposta dalla Banca d’Italia e il brusco calo del titolo, Bff Bank finisce nel radar dei fondi. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, un paio di investitori internazionali avrebbero aperto il dossier dell’istituto milanese guidato da Massimiliano Belingheri e attivo nello smobilizzo di crediti pro soluto verso la pubblica amministrazione.
Tra gli altri sul mercato circola il nome di Elliott, il fondo di Paul Singer molto attivo nella finanza italiana. L’attenzione per il dossier Bff è più che comprensibile in una fase come questa. In poco più di una settimana il valore del titolo è sceso da 12,2 euro ai 9,1 euro della chiusura di martedì 21, dopo aver toccato un minimo di 8,08 euro venerdì 10.
La caduta è stata innescata dalla sospensione temporanea del dividendo decisa da Bankitalia dopo i rilievi sulla classificazione dei crediti verso la pa. In sostanza, con il nuovo approccio richiesto dalla Vigilanza, per Bff si profila un aumento degli assorbimenti patrimoniali (e quindi dei risk weighted assets) e degli accantonamenti prudenziali di calendar provisioning.
Sebbene gli approfondimenti siano ancora in corso, la stretta rischia di tradursi in una contrazione della redditività che sinora ha registrato un ritorno del capitale ben sopra il 30%. Questa incertezza si è riflessa subito nell’andamento del titolo, anche se nelle ultime sedute il cali si sono attenuati (ieri la performance è stata del -2,57%).
Nel frattempo, come spesso accade in situazioni di questo genere, lo sboom ha attratto l’attenzione di alcuni investitori. Pur tenendo conto di maggiori assorbimenti patrimoniali e di una redditività meno alta, il modello di business di Bff resta interessante. Lo dimostra il fatto che il titolo quota ancora a un multiplo sul patrimonio netto di 2,64 volte, mentre i migliori titoli bancari italiani arrivano a malapena a valere una volta sola il proprio patrimonio netto.
La banca milanese avrebbe insomma le carte in regola per diventare un target, se qualcuno volesse investire nei financial services italiani. Già oggi nel settore il movimento non manca. Oaktree è in uscita da Banca Progetto, l’istituto guidato dall’ex top manager Unicredit Paolo Fiorentino, e potrebbe passare rapidamente il testimone a Centerbridge Partners; la Illimity di Corrado Passera si sta riposizionando sul credito in bonis e potrebbe disfarsi del portafoglio npl su cui nei mesi scorsi si era affacciato il fondo americano Christofferson, Robb & Company (Crc), mentre l’Ion Group di Andrea Pignataro è in attesa del via libera di Bankitalia per acquistare Prelios. (riproduzione riservata)