Dopo le stime riviste al rialzo su pil e occupazione pubblicate stamani dall’Eurostat, Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, ha ribadito durante la conferenza stampa al termine dell'Ecofin che l'economia europea "dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia nel 2022, prima di quanto precedentemente previsto".
"Le ultime previsioni della Commissione europea mostrano che stiamo svoltando l'angolo sulla crisi pandemica, ci sono motivi di ottimismo e la crescita tornerà in primavera”, ha affermato il vicepresidente della commissione, sottolineando come “il dispositivo per la ripresa e la resilienza entrerà in vigore a breve, e nonostante la pandemia continui a determinare le nostre stime, le ultime previsioni della Commissione mostrano che stiamo svoltando l'angolo. Ci sono ancora margini di incertezza e rischi al ribasso, ma nutriamo un cauto ottimismo".
Dombrovskis ha anche spiegato che "la crescita dovrebbe riprendere in primavera e acquisire slancio con il progredire della campagna di vaccinazione, anche se contenere le ricadute economiche e sociali non sarà facile. Dobbiamo vedere quale sarà l'impatto della crisi dell'economia reale sulle aziende: ora come ora le imprese hanno ricevuto un forte aiuto di liquidità per la loro sopravvivenza durante la crisi ma il loro livello di indebitamento aumenterà molto. Stiamo cercando di valutare come sostenere le imprese che funzionano sottoforma di equity o finanziamento ibrido. Qui dovrà entrare in gioco NextGenerationEu, con il dispositivo Rrf a sostegno delle economie, purché i fondi vengano spesi nel modo giusto. Si apre l'opportunità di garantire una ripresa inclusiva e sostenibile”, ha proseguito Dombrovskis, “in modo che l'Europa esca più resiliente dalla crisi e più preparata a un futuro verde e digitale. I fondi devono iniziare ad arrivare quanto prima".
“I Governi stanno lavorando per preparare i piani per la ripresa e la resilienza e li presenteranno per la valutazione della Commissione. I piani nazionali devono affrontare una serie di sfide e devono delineare come ogni Paese potrà contribuire alla transizione verde e digitale e trovare un giusto punto di equilibrio tra riforme e investimenti", ha spiegato il numero due della Commissione, che sta lavorando in parallelo per preparare il progetto per l'esecuzione di NextGenerationEu.
“Lo faremo con un finanziamento sul mercato di 750 miliardi di euro a prezzi 2018 e questo consentirà alla Commissione di essere uno dei più grandi emittenti a livello europeo. Il commissario Hahn ha esposto gli strumenti che stiamo soppesando. Dovremmo cominciare a prendere prestiti con il NextGenerationEu già questa estate ma molto dipende dagli Stati membri che devono ratificare la decisione sulle risorse proprie", ha proseguito Dombrovskis, aggiungendo che "sei Paesi hanno già ratificato la decisione, molti sono in una fase avanzata dell'iter e mi appello ai Paesi rimanenti affinche' ratifichino quanto prima la decisione sulle risorse proprie in modo che la Commissione possa partire con la raccolta di denaro sui mercati".
Giugno rappresenta ad oggi l’ipotesi più probabile di data in cui la Commissione potrebbe iniziare a reperire denaro per NextGenerationEu, e questo tiene conto del fatto che i Paesi membri possono iniziare a presentare i loro piani, poi ci sono due mesi di tempo per valutare i piani e un mese per il Consiglio per dare il placet.
La Commissione europea deciderà la prossima primavera se proporre la riattivazione delle regole sui conti pubblici, previste dal Patto di Stabilità e di crescita, a partire dal 2022. Lo ha annunciato il vicepresidente Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell'Ecofin. "Sulla General Escape Clause, come detto più volte intendiamo prendere le decisioni durante il ciclo del semestre europeo e sulla base delle previsioni economiche di primavera", ha spiegato. Ma prima ancora, "a inizio marzo”, ha aggiunto, “vogliamo dare alcune indicazioni sulla nostra interpretazione della General Escape Clause e sulle condizioni per la sua riattivaizone. Assieme a linee guida ai governi sulle misure di supporto e sulla loro graduale rimozione mentre la ripresa prenderà piede".
Per parte sua il ministro delle Finanze del Portogallo, il Paese che ora ha la presidenza di turno dell'Ue, Joao Leao, ha spiegato che la questione della riattivazione del Patto "la affronteremo prima dell'estate, in modo che ogni ministro possa poi preparare il bilancio per il prossimo anno". (riproduzione riservata)