Il Parlamento e il Consiglio Ue hanno ancora un mese per decidere quale Paese ospiterà la futura Agenzia europea delle dogane, l'Euca. Roma è in corsa contro altre otto città in giro per l’Europa: Liège (Belgio), Malaga (Spagna), Lille (Francia), Zagabria (Croazia), L'Aia (Paesi Bassi), Varsavia (Polonia), Porto (Portogallo) e Bucarest (Romania).
«La creazione dell'Unione doganale europea rappresenta un investimento strategico nella sicurezza economica dell'Europa per la protezione e la lotta contro la contraffazione e la frode», ha voluto sottolineare il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla presentazione della candidatura di Roma ad ospitare la sede dell'Autorità doganale europea.
L’Italia non solo è «pienamente preparato ad accogliere un'istituzione europea fondamentale» ma la sua candidatura assume molto senso visto che «il nostro Paese apporta una competenza di lunga data e un'esperienza pratica nel settore doganale - maturate dall’Adm e dalla Guardia di Finanza - che possono essere messe al servizio dell'Unione europea» ha aggiunto il numero uno del Mef. Attraverso l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza «l'Italia ha sviluppato un know-how avanzato nel contrasto ai traffici illeciti e alla contraffazione e nel garantire la sicurezza dei flussi di merci attraverso le frontiere».
In particolare, la futura Autorità doganale europea (European Union Customs Authority, Euca), avrà concretamente il compito di gestire il Data Hub europeo, armonizzare le procedure e coordinare l'analisi dei rischi e le attività operative tra le amministrazioni degli Stati membri. E l’Adm, ha evidenziato il suo direttore Roberto Alesse, «è all'avanguardia ed è molto stimata in Europa. C'è una forte vocazione innovativa. Stiamo digitalizzando le procedure, a vantaggio dei controlli e del sistema economico globale. Stiamo introducendo l'intelligenza artificiale. Quindi Roma è una delle candidature più autorevoli».
Come possibile sede italiana dell'Euca, Roma Capitale propone un palazzo anni 50 all’Eur, in viale della Civiltà Romana 7, progettato dopo la guerra da due maestri del razionalismo italiano, Adalberto Libera (autore del Palazzo dei Congressi) e Mario Romano (co-progettista del Colosseo quadrato). Si tratta di un complesso architettonico modernista di oltre 10.000 metri quadrati di superficie totale, che può ospitare fino a 500 dipendenti, dotato di tecnologie avanzate e idoneo ad accogliere una struttura europea.
«L'edificio proposto sarà destinato esclusivamente alla nuova Autorità, garantendo un elevato livello di sicurezza sia per il personale sia per l'infrastruttura informatica che rappresenterà il cuore tecnologico dell'Euca. Inoltre, l'Italia si farà carico integralmente dei costi della struttura, senza alcun onere per il bilancio europeo». Un chiaro elemento di competitività a favore della candidatura di Roma, ha spiegato in un messaggio il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Da non sottovalutare poi la leva di Roma e del quartiere Eur. Ne ha ricostruito le ragioni il sindaco capitolino, Roberto Gualtieri. Non solo «Roma ospita una grande comunità internazionale e diverse istituzionali internazionali, della Fao al Wfp, ambasciate e università» ma la città «offre anche grandi opportunità alle famiglie dei funzionari». E ancora «è un avanzato hub logistico e ospita un aeroporto connesso con tutte le Capitali europee ma anche con tante altre tra le maggiori città del continente, ritenuto il miglior d'Europa negli ultimi 7 anni».
La Capitale non è «solo una città del passato ma anche del futuro», tanto che è appena stata premiata come «Smart City dell'anno, dopo che abbiamo investito molto sul digitale, sull'innovazione, il 5G e l'intelligenza artificiale». E nello specifico il quartiere Eur, ha concluso il sindaco, «ospita palazzi completamente finanziati dallo stato italiano e che permettono una forte competitività rispetto agli altri candidati ma questo quartiere combina anche una forte componente architetturale, spazi verdi e uno splendido laghetto; è molto ben connessa al centro e al mare tramite la metro B a pochi minuti da qui. Oltre a essere a 20 minuti da entrambi gli snodi aeroportuali. Insomma Roma «con la sua storia, internazionalità, qualità della vita e una forte vocazione europea crediamo possa essere la candidata migliore per la nuova Euca». (riproduzione riservata)