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Dl Pnrr, strutture di missione attive fino al 2029 e rafforzati gli obblighi di resoconto mensili
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Dl Pnrr, strutture di missione attive fino al 2029 e rafforzati gli obblighi di resoconto mensili

28 gennaio 2026, 15:36 Ultimo aggiornamento: 16:31

L’ennesimo decreto di revisione del Piano proroga fino al 31 dicembre 2029 le unità di missione e le strutture dirigenziali per monitorare e gestire efficacemente il Pnrr, assicurando continuità amministrativa ed efficienza economica

Il Pnrr non tramonterà nel 2026. Anzi «per consentire il tempestivo conseguimento degli obiettivi e la realizzazione degli interventi indicati nel Pnrr - come modificato a seguito della decisione di esecuzione del Consiglio del 27 novembre 2025 - viene prorogata al 31 dicembre 2026 (se con scadenza anteriore a tale data) la durata di tutti gli incarichi dirigenziali di livello generale o non generale, in essere conferiti alla Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri». Lo prevede la bozza del dl Pnrr che MF-Milano Finanza ha potuto visionare e che è atteso sul tavolo del cdm di giovedì 29 gennaio.

Allo stesso tempo, aggiunge il provvedimento, «per assicurare un adeguato ed efficace svolgimento delle attività di monitoraggio, rendicontazione e controllo del Pnrr e alla gestione dei flussi finanziari, viene prorogata fino al 31 dicembre 2029 la durata delle unità di missione e delle strutture di livello dirigenziale nonché del Nucleo Pnrr Stato-Regioni». Prorogata dunque a fine 2029 anche «l'efficacia dei provvedimenti di comando, di collocamento fuori ruolo o applicazione di altro analogo istituto,  adottati secondo i rispettivi ordinamenti e relativi al personale non dirigenziale assegnato agli uffici, salva comunicazione alle amministrazioni di provenienza».

La bozza della relazione tecnica del decreto spiega che tale rinvio «oltre a garantire la continuità amministrativa», rappresenta «una soluzione economicamente più efficiente, in quanto consente la continuità dei contratti già in essere senza costi aggiuntivi di selezione e formazione, assicurando, al contempo, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza e buon andamento dell'azione amministrativa».

L’aggiornamento dei progetti

Il cuore dell’ennesimo decreto di revisione del Pnrr, che conta 32 articoli, risiede però nel rafforzamento della responsabilità per il raggiungimento dei target. I soggetti attuatori dovranno ora rendere disponibile sul sistema informatico «ReGiS», entro il decimo giorno di ogni mese, un cronoprogramma aggiornato. Come sottolinea la relazione illustrativa, questa misura serve a «fornire un'attestazione dell'effettiva capacità di conseguimento dell'obiettivo o l'evidenza di criticità per l'attivazione dei poteri sostitutivi». 

La relazione chiarisce che «le amministrazioni titolari delle misure e i soggetti attuatori dovranno continuare ad aggiornare il sistema ReGiS anche con i dati relativi all'avanzamento finanziario, fisico e procedurale degli investimenti che continuano ad essere realizzati dopo la conclusione del Piano» anche oltre la data del 31 dicembre 2026 e fino alla completa realizzazione degli interventi finanziati. Per supportare questo sforzo, la presidenza del Consiglio è autorizzata a bandire un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di 26 unità di personale non dirigenziale. L'obiettivo è «non disperdere il patrimonio di competenze e di know-how sviluppato dalle risorse che hanno prestato servizio presso le suddette strutture». 

Gli interventi di semplificazione 

Tra le diverse novità introdotte nel dl per snellire le procedure, una rigurda l’housing universitario: per fronteggiare l'emergenza abitativa studentesca, per gli interventi di housing in aree già urbanizzate «non occorre la previa approvazione di un piano attuativo». 

A Rfi viene riconosciuta la possibilità di delegare il potere di esproprio per accelerare le opere ferroviarie finanziate dal Pnrr o dal Piano Complementare, di cui è il principale soggetto attuatore. Un altro passaggio riguarda le opere non più finanziate dal Piano a seguito della revisione: «Tali interventi continueranno ad applicarsi le misure di semplificazione in materia di affidamento dei contratti pubblici e procedimenti amministrativi previste per il Pnrr, assicurando così che il cambio di fonte di finanziamento non ne blocchi i cantieri». (riproduzione riservata) 



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