Più tempo per adeguarsi all'obbligo di stipulare polizze per chi assume incarichi che comportano la gestione di risorse pubbliche. Lo prevede un emendamento dei relatori (Mauro D'Attis, Giovanni Luca Cannata, Simona Bordonali e Alessandro Colucci) al decreto Milleproroghe all'esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che rinvia di un anno l'obbligo introdotto dalla legge di riforma della Corte dei conti (in vigore dal 22 gennaio).
L'emendamento stabilisce che l'obbligo per chi assume un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche, dalla quale discenda la sua sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti, di stipulare prima dell'assunzione dell'incarico una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati dallo stesso all'amministrazione per colpa grave, si applichi «a decorrere dal primo gennaio 2027».
Nel pacchetto di 11 emendamenti al decreto Milleproroghe presentato dai relatori c’è anche la proroga anche per il 2026 del trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa. Una misura, ha dichiarato Walter Rizzetto di Fratelli d'Italia, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che «assicura continuità economica ai lavoratori e consente di accompagnare le imprese nei percorsi di riorganizzazione o, nei casi più difficili, di cessazione dell'attività, senza scaricare i costi sociali sulle famiglie. Si colma così una lacuna che rischiava di penalizzare 10.000 lavoratori su scala nazionale».
Scorrendo ancora tra le proposte di modifica presentate dai relatori, c'è il differimento dell'obbligatorietà dell'iscrizione nel registro degli operatori subacquei ma si dà anche più tempo ai Comuni per considerare tempestive le delibere Tari comunicate in ritardo al Mef. È posticipato di 8 mesi, dal 30 aprile 2026 al 31 dicembre 2026, il termine di adeguamento del capitale sociale per l'attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di altre entrate degli enti locali.
E poi vengono stanziati 54 milioni in due anni per misure assistenziali destinate alla popolazione ucraina accolta in Italia. Valgono di fatto anche per il 2026 e per il 2027 le disposizioni già previste dal decreto del presidente del Consiglio del 28 marzo 2022. Per queste finalità si prevede l'istituzione di un Fondo, presso il ministero della Salute, con una dotazione di «45 milioni per il 2026 e 9 milioni per il 2027». Il Fondo, si precisa, è destinato alla «copertura, a consuntivo e previa rendicontazione, degli oneri sostenuti dalle regioni e province autonome» per le misure assistenziali alla popolazione ucraina accolta in Italia.
Il dl Milleproroghe sta incontrando più ostacoli del previsto nel corso del suo iter parlamentare. Tanto che all’ennesimo rinvio dell’approdo del testo in Aula alla Camera, il governo ha deciso che porrà la questione di fiducia sul provvedimento e il voto finale è programmato per lunedì 23 febbraio. (riproduzione riservata)