Rush finale per il dl Milleproroghe, su cui il governo Meloni ha chiesto (e ottenuto con 177 sì in Aula alla Camera) la conferma della fiducia in Parlamento. Il provvedimento contenente le «Disposizioni urgenti in materia di termini normativi» passa all'esame del Senato, dove deve essere convertito in legge entro il prossimo primo marzo. Sembra quindi esclusa la possibilità di ulteriori modifiche durante l’esame a Palazzo Madama.
Come di consueto il provvedimento interviene a inizio anno su un’ampia serie di scadenze di interesse della Presidenza del consiglio e dei singoli dicasteri: nella sua versione per il 2026 conta 17 articoli.
Tra le novità previste la possibilità per i medici ospedalieri di rimanere al lavoro, su base volontaria, fino al compimento dei 72 anni, vista la grave carenza di personale nel comparto. Dalla misura restano esclusi i dottori che lavorano nelle università e che ricoprono gli incarichi apicali.
Lo scudo penale per i medici e gli operatori viene prorogato fino al 31 dicembre 2026.
Uscendo dal perimetro della sanità, viene differito al 31 dicembre 2026 il termine per il completamento dell'attività istruttoria finalizzata alla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, i Lep, ossia il perno della riforma per l’Autonomia differenziata.
Allo stesso tempo slitta al 2027 l'obbligo, introdotto dalla recente riforma della Corte dei conti, di stipulare una polizza assicurativa nel caso di assunzione di incarichi relativi alla gestione di risorse pubbliche e sottoposte alla giurisdizione della magistratura contabile. Sempre in materia assicurativa, il dl rinvia a fine 2026 il termine di stipula di contratti assicurativi per rischi catastrofali da parte delle piccole e microimprese che siano esercizi di somministrazione di alimenti e bevande oppure operative nel comparto turistico ricettivo.
Sono però i provvedimenti cestinati a generare maggior dibattito. La maggioranza ha accantonato l’emendamento (ritenuto inammissibile) per la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003 ed è saltata, dopo una riformulazione del governo, la proroga per il credito di imposta sulla carta destinato agli editori di quotidiani e periodici. Dimezzati inoltre rispetto al solito i fondi per Radio Radicale, che passano a 4 milioni per il 2026 per garantire la trasmissione in diretta delle sedute d'aula e le attività parlamentari.
Non è stato inserito nel testo approdato alla Camera neanche l’emendamento leghista che voleva riaprire la rottamazione quater per chi non ha pagato la rata di novembre. «Adesso vediamo se recuperare quell'emendamento» ha commentato il viceministro all'Economia Maurizio Leo. Un'altra modifica attesa è quella sul rinvio dei piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue, che trova convergenza da parte delle forze politiche. (riproduzione riservata)