Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Infrastrutture «un provvedimento urgente e strategico voluto dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini», si legge in una nota del Mit.
Il provvedimento «frutto di un’attenta analisi delle priorità del Paese» punta a «imprimere una forte accelerazione alla realizzazione di infrastrutture chiave, ottimizzare la gestione dei contratti pubblici, assicurare l'efficienza del sistema dei trasporti e valorizzare il demanio, in linea con gli obiettivi del Pnrr e gli impegni europei». Difatti concretamente, conclude la nota del dicastero guidato dal leader leghista, il dl «introduce misure concrete e innovative per sbloccare cantieri,semplificare procedure e garantire servizi di trasporto all'altezza delle esigenze dei cittadini e delle imprese».
Moltissime le norme contenute nel decreto. Viene posto un tetto al prezzo dei voli verso le isole, in primis per la Sicilia e la Sardegna, «per determinate categorie di passeggeri» nel caso in cui il costo subisca impennate in alcuni periodi dell'anno, come accade puntualmente durante l'estate o nei periodi festivi. Restando nelle Isole, il dl ha autorizzato la spesa di oltre 2,8 milioni di euro per l’anno 2025 e di 6,7 milioni annui a decorrere dal 2026 in favore della dei servizi di trasporto pubblico gestiti dalla Ferrovia Circumetnea in Sicilia.
Attenzione poi agli appalti legati ad interventi emergenziali della protezione civile: sono previste sanzioni dello 2,5 per mille per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo del 10% dell'ammontare dei lavori ma anche la possibilità di premi della stessa entità se invece si finisce in anticipo. Alcune norme riguardano anche le verifiche sismiche di uffici pubblici, con l'arrivo di un indice di affollamento.
Tra le principali novità, si segnala la modifica della disciplina dei tempi di attesa per le operazioni di carico e scarico merci. Il periodo di franchigia è ridotto da due ore a novanta minuti per ogni operazione, e, in caso di superamento, è previsto un indennizzo di 100 euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo, con rivalutazione automatica annuale. Un segnale concreto di attenzione al futuro del settore è inoltre rappresentato dallo stanziamento di 6 milioni di euro per il 2025 e altrettanti per il 2026 destinati al rinnovo del parco veicolare, incentivando la transizione verso mezzi più moderni e sostenibili. Un passo «fondamentale per la crescita e la modernizzazione di un settore strategico per l'economia del Paese» ha commentato Salvini.
E ancora nel testo vengono introdotte le misure per dare omogeneità alle misure di sicurezza sulla balneazione stabilisce su tutto il territorio che la stagione balneare è fissata dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre di ogni anno. Le regioni o gli enti locali possono anticipare o posticipare l'inizio della stagione balneare di una settimana, ma non ampliare la durate complessiva del periodo. Al di fuori di questo periodo le strutture balneari possono comunque aprire attivando servizi di assistenza bagnanti o destinando le spiagge ai soli fini «elioterapici», ossia solo per prendere il sole.
Attenzione destinata anche al mondo dello sport: il decreto stanzia 5,25 milioni di euro per il 2025 e 5 milioni per ogni anno dal 2026 al 2032 a favore della Federazione sportiva nazionale-ACI per la realizzazione dei Gran Premi di Formula 1 che si svolgeranno negli autodromi di Monza (Lombardia) e Imola (Emilia-Romagna). Un investimento «strategico che mira a garantire la continuità e il successo di queste manifestazioni iconiche, sostenendo l'indotto turistico e l'immagine del nostro Paese nel panorama globale del motorsport, laddove le misure adottate a favore dei grandi eventi sportivi significano anche supportare concretamente queste eccellenze territoriali» dunque «il governo riconosce la straordinaria importanza dei Gran Premi di Formula 1 di Monza e Imola non solo come eventi sportivi di caratura mondiale, ma anche come fondamentali volani economici e vetrine internazionali per la Lombardia e l'Emilia-Romagna», ha dichiarato il vicepremier Salvini.
Sembra invece saltato dal dl infrastrutture il comma che trasformava la società Stretto di Messina, che ha il compito di realizzare il ponte, in una stazione appaltante, in grado quindi di gestire autonomamente il completo iter delle operazioni.
Rimangono però due norme che riguardano il prezzo del Ponte: la prima consente di adeguare il costo originariamente fissato nella Nadef del 2012 a 8,5 miliardi mentre ora si attesta 13,5 miliardi; la seconda permette che un aumento per contratti di realizzazione dell'opera, con il limite massimo del 50%, come previsto dalla normativa europea. Sono norme che sembrano avvicinare l'appuntamento con il Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica, che dovrebbe dare l'ultimo via libera prima dell'avvio concreto dei lavori.
Saltate anche dal decreto approdato sul tavolo del cdm le previsioni del decreto sul porto di Genova. Il Consiglio di Stato ha infatti bocciato la concessione del terminal al gruppo Spinelli perché sarebbe stato usato in prevalenza per container, mentre il piano portuale lo assegna come multipurpose. La norma nel dl avrebbe dovuto consentire di evitare il conflitto per alcuni casi tra previsione nei piani regolatori di alcune aree e effettivo utilizzo. Una norma molto attesa dal gruppo di Aldo Spinelli, che ha patteggiato una condanna per corruzione nell’indagine che ha coinvolto anche l’ex governatore ligure Giovanni Toti.
Durante la medesima riunione, durata circa un’ora e mezza, i ministri hanno deciso di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento che ha innalzato da due a tre il limite dei mandati consecutivi possibili per il presidente dell'ente. Sul provvedimento la Lega ha confermato, attraverso i suoi ministri, la posizione contraria all’impugnatura. Anche se non c’è stato un voto contrario.
La legge trentina, impugnata dal Consiglio dei ministri, è stata approvata il 9 aprile dal Consiglio provinciale del Trentino Alto Adige. Presentato dal capogruppo della Lega Mirko Bisesti, il testo, passato con 19 sì e 16 voti contrari, modifica la legge elettorale provinciale del 2003 e si compone di un unico articolo, che introduce la possibilità per il presidente della Provincia di svolgere un terzo mandato. Grazie alla sua approvazione, il leghista Maurizio Fugatti potrebbe, nel 2028, ricandidarsi per la terza volta consecutiva alla presidenza della Provincia autonoma, possibilità vietata dalla legge nazionale che, nel 2004, ha introdotto il limite di due mandati consecutivi per i governatori. L'approvazione della legge trentina ha provocato una spaccatura interna alla maggioranza e all'interno del gruppo locale di Fratelli d'Italia. Due consiglieri FdI, Francesca Gerosa e Daniele Biada, hanno infatti votato contro la legge; gli altri due, Carlo Daldoss e Christian Girardi, si sono pronunciati a favore, in contrasto alle indicazioni del partito. Daldoss e Girardi hanno poi lasciato il partito.
La decisione del Consiglio provinciale di Trento è stata presa nello stesso giorno in cui la Corte costituzionale ha ritenuto incostituzionale la legge della Campania che avrebbe consentito al presidente della Regione Vincenzo De Luca, del Partito Democratico, di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Era stato il Consiglio dei ministri a impugnare di fronte alla Corte la legge regionale della Campania, che era stata approvata lo scorso novembre con l'intento di permettere la terza candidatura di De Luca nel 2025, nonostante la legge ne preveda al massimo due consecutivi. Ora la Consulta dovrà pronunciarsi anche sul caso del Trentino-Alto Adige, che è a statuto speciale e, a differenza di quelle a statuto ordinario come la Campania, gode di diverse forme di autonomia su come può governarsi.
Sempre in materia regionale, il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega sui Livelli essenziali di assistenza (Lep) legati all'Autonomia differenziata.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato la misura che prevede che i villaggi turistici «non dovranno più avere l’autorizzazione della soprintendenza per le singole casette mobili o caravan ma è sufficiente l'autorizzazione che hanno come villaggio» ha spiegato la ministra Daniela Santanchè.
A questo si aggiunge uno stanziamento di 33 milioni di euro per la realizzazione e sistemazione delle aree di sosta per camper, e ulteriori 30 milioni per interventi dedicati alla rete dei cammini italiani. Questi - conclude Santanchè - «sono interventi strutturali e integrati con cui far volare il turismo all'aria aperta, favorendo una crescita armonica, sostenibile e competitiva dell'offerta turistica nazionale nel suo complesso e sopratutto al Sud». (riproduzione riservata)
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