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Digitalizzazione dell’edilizia: in Italia il 40% dei professionisti stima una crescita degli investimenti in AI nei prossimi tre anni

di Fabio Arancio*
20 marzo 2024, 17:10 Ultimo aggiornamento: 18:25

L’edilizia è uno dei settori più lenti a digitalizzarsi. Ma le cose stanno cambiando. Interessano anche la robotica e la realtà virtuale

L’edilizia è uno dei maggiori settori al mondo, ma è anche uno tra i più lenti a digitalizzarsi. Secondo quanto rilevato da un recente studio di McKinsey&Company, sebbene l’offerta tecnologica si stia pian piano affermando e diversificando, non ha ancora raggiunto le dimensioni e la sofisticazione dei mercati come la logistica e la produzione industriale in cui l’utilizzo di software è consolidato. Inoltre, i bassi investimenti delle aziende in digitalizzazione e le modalità di lavoro ancora legate all’analogico rendono difficile il diffondersi di queste nuove tecnologie nel comparto.

La digitalizzazione del settore edile è iniziata un decennio fa, ma la vera accelerazione si è verificata negli ultimi anni. Una combinazione di fattori sta infatti spingendo gli investimenti delle aziende verso nuove tecnologie: da un lato, la domanda globale di costruzioni a lungo termine è forte, in parte grazie all'aumento di stimoli e incentivi da parte dei governi come la Bipartisan Infrastructure Law negli Stati Uniti e il fondo NextGenerationEU in Europa; dall’altro, le modifiche normative volte a creare un settore più connesso stanno rafforzando questa ondata di digitalizzazione, come per esempio il Building Safety Act del Regno Unito che richiede un registro digitale di tutti i dati di costruzione per i nuovi edifici residenziali.

Un sondaggio interessante

L’ultimo report di PlanRadar La digitalizzazione nel settore edile e immobiliare ha indagato le prospettive di investimento in nuove tecnologie di questo mercato, analizzando le risposte di più di 1.300 professionisti di 15 Paesi. Secondo lo studio, il 39% dei professionisti in Italia ha aspettative di crescita degli investimenti in digitalizzazione che si attestano tra l’11% e il 30%, in linea con la Germania e altri mercati europei come Austria, Francia e Spagna. Se consideriamo la media del campione, poco più della metà prevede che le proprie aziende investiranno in futuro almeno l'11% in più nella digitalizzazione rispetto agli anni precedenti. Il settore edile sembra infatti essere intenzionato a incrementare gli investimenti in tecnologia e la quasi totalità (97%) dei professionisti intervistati ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti in digitalizzazione entro il 2026.

Nei prossimi tre anni l’Italia concentrerà la maggior parte degli investimenti tecnologici nella metodologia BIM (75%), seguiti da quelli in software di project management. Ciononostante, gli investimenti in soluzioni digitali a supporto dell’ambiente, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili sono aumentati significativamente negli ultimi anni, di pari passo con il crescente interesse del settore per i temi ambientali e la regolamentazione europea sempre più stringente.

La volontà di investire di più nell’innovazione

Infine per quanto riguarda i progressi dell'intelligenza artificiale, della realtà virtuale o della robotica, sebbene siano innovazioni ancora distanti dalla quotidianità della maggior parte degli operatori edili, in Italia circa il 40% dei professionisti stima già una crescita degli investimenti nei prossimi tre anni. Altri sviluppi tecnologici sembrano invece essere al di fuori delle priorità future per gran parte delle aziende e meno di un terzo prevede di aumentare gli investimenti.

Con la rapida ascesa dell'intelligenza artificiale generativa e di altre tecnologie, però, il settore inizia a sentire la necessità di affidarsi alla digitalizzazione per migliorare aspetti come la progettazione, l'ottimizzazione dei tempi e altre attività che sono oggi a fatica integrate attraverso metodi spesso ancora insufficientemente digitali, se non analogici, rileva uno studio di Deloitte.

In conclusione, le tecnologie emergenti e le relative applicazioni possono migliorare la marginalità, favorire partnership più solide, supportare le relazioni tra stakeholder e funzioni aziendali e migliorare la consegna integrata dei progetti immobiliari attraverso una condivisione dei dati trasparente. Le imprese del settore possono dunque sfruttare i progressi tecnologici per esplorare opportunità di livello superiore, tra cui nuovi servizi o modelli di business che in precedenza potevano essere antieconomici perché non supportati da una digitalizzazione diffusa e avanzata.

Infine, la crescente attenzione delle aziende verso la sostenibilità e l'efficienza energetica sottolinea l'importanza di essere agili e flessibili. Per questo motivo è fondamentale puntare su tecnologie nuove e dirompenti per sviluppare nuove sinergie, migliorare l'efficienza e ridurre emissioni e sprechi, generando nuovi flussi di valore e migliorando l’intera gestione dei cantieri. (riproduzione riservata)

*Regional Manager Italy di PlanRadar



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