Più vicina l’approvazione del fondo europeo per finanziare la difesa. Secondo fonti diplomatiche, gli ambasciatori dell’Unione Europea avrebbero raggiunto un accordo di principio sul Safe (Strumento di Azione per la Sicurezza dell’Europa), il fondo da 150 miliardi di euro destinato a sostenere gli appalti congiunti nel settore.
Il Safe è progettato per rafforzare la capacità di difesa dell’Europa, puntando su progetti comuni e migliorando la cooperazione tra i 27 Stati membri. L’assistenza finanziaria agli Stati, fino a un massimo complessivo di 150 miliardi, arriverà sotto forma di prestiti diretti.
Il regolamento non ha ancora ricevuto il via libera formale dalle istituzioni europee. Al momento è in discussione in seno agli organi preparatori del Consiglio. I prossimi passaggi includono un incontro del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) il 21 maggio e una riunione del Consiglio Giustizia per l’adozione formale del testo. Successivamente, il regolamento verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà subito in vigore.
L’Unione Europea intende intensificare gli sforzi per il riarmo con l’obiettivo ambizioso di attivare circa 800 miliardi di investimenti. Per riuscirci, la Ue sta valutando una serie di strumenti finanziari.
Oltre al Safe, un’altra strada è l’attivazione - che gli Stati dovevano chiedere entro aprile - della clausola nazionale che permette di investire fino all’1,5% del pil nella difesa senza far rientrare queste spese nel calcolo del deficit. In questo modo l’Ue spera di mobilitare 650 miliardi in quattro anni. Tuttavia, le spese contribuiranno alla crescita del debito, motivo per cui i Paesi più indebitati come l’Italia non hanno chiesto l’accesso alla procedura. In più, allo studio della Commissione Europea resta la proposta italiana di usare meccanismi come InvestEu per attirare capitali privati, con garanzie pubbliche, per finanziare la difesa. (riproduzione riservata)