Gli Stati Uniti cercano di evitare che l’Europa inserisca il vincolo «Buy European» negli appalti in materia di difesa e sicurezza militare. Lo si legge nero su bianco in un commento del Pentagono statunitense sulla revisione della direttiva Ue.
Per quanto infatti gli Stati Uniti sostengano «pienamente il riarmo europeo e il rilancio della base industriale europea della difesa», sono altrettanto convinti che tali sforzi però «non devono indebolire la base industriale transatlantica della difesa, compromettere la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamenti ai nostri militari, né mettere a rischio i benefici economici condivisi», scrivono i dipartimenti di Stato e della Guerra a stelle e strisce.
Dunque gli Usa «si oppongono fermamente a qualsiasi modifica della Direttiva che limiti la capacità dell'industria statunitense di sostenere o comunque partecipare agli appalti nazionali per la difesa degli Stati membri dell'Ue».
In particolare, «politiche protezionistiche ed escludenti (come la Buy European ndr) che estromettano con la forza le aziende americane dal mercato - mentre le maggiori imprese europee della difesa continuano a beneficiare ampiamente dell'accesso al mercato statunitense - rappresentano la direzione sbagliata», afferma ancora l'amministrazione Usa, che sostiene inoltre che «un linguaggio di preferenza europea è già presente in vari programmi dell'Ue, ma la sua inclusione nella direttiva costituirebbe un punto di svolta per quanto riguarda l'impatto sui bilanci nazionali sovrani dei singoli Stati membri».
E poi secondo gli Usa «la preferenza europea nella Direttiva comprometterebbe il riarmo europeo e indebolirebbe l'interoperabilità e la prontezza della Nato» nonché entrerebbe in contrasto «con gli impegni dell'Ue contenuti nella Dichiarazione congiunta Usa-Ue sul commercio del 2025 e con gli impegni e obblighi degli Stati membri previsti dagli Accordi di approvvigionamento reciproco per la difesa (Rdpa) applicabili», spiega ancora il documento statunitense. (riproduzione riservata)