Un hub operativo per la difesa a Messina. Approvato dal ministero, è ora in via di valutazione da parte di quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il piano di ristrutturazione della base navale siciliana, che si prepara ad accogliere «prevedibilmente» dal 2026 i nuovi pattugliatori d’altura di nuova generazione realizzati da Osn-Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%).
La relazione tecnica di fattibilità della Navarm, la Direzione degli Armamenti Navali, aggiornata ad agosto 2025, dettaglia un progetto di riqualificazione radicale, con l’obiettivo di rendere la base in grado di ospitare stabilmente due pattugliatori e accoglierne altri due di passaggio, oltre alle unità già presenti di Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Vigili del fuoco.
I nuovi mezzi avranno compiti di presenza e sorveglianza, vigilanza marittima, controllo del traffico mercantile, protezione delle linee di comunicazione e della Zee, la Zona Economica Esclusiva.
In caso di emergenza, si pensi ai barconi dei migranti, potranno anche accogliere un gran numero di persone, come gli oltre 200 trasportati a Messina dal pattugliatore Cinus nel 2022. Sempre dalla base siciliana sono partiti, nel 2024, i trasferimenti dei migranti verso i centri italiani in Albania.
Per l’arrivo dei pattugliatori, la banchina Comando sarà ampliata fino a 210 metri di lunghezza e 15 di larghezza, con nuove bitte da 80 tonnellate, parabordi e nove boe in vetroresina per l’ormeggio. Si tratta, infatti, di unità navali da circa 2 mila tonnellate, lunghe oltre 95 metri e dotate di ponte di volo per elicotteri. Si torna, insomma, a parlare di Messina non solo per il Ponte sullo Stretto.
Parallelamente si prevede la demolizione e ricostruzione di tredici edifici interni alla base, tra cui palazzine alloggi, mensa, infermeria, magazzini e aree sportive, oggi in condizioni di degrado. Verranno mantenuti e sottoposti a risanamento conservativo alcuni immobili di valore come la Villa Ammiraglio e l’ex cinema.
Saranno rifatti integralmente i sottoservizi: reti fognarie, idriche, elettriche e dati, con potenziamento della cabina centrale (trasformatori a 20 kV e convertitori di frequenza per alimentare le navi, ciascuna con fabbisogno di circa 400 kW). Il contratto della Difesa per le navi di Orizzonte Sistemi Navali prevede quattro unità, più opzioni per ulteriori due, e potrebbe valere fino a circa 1,6 miliardi di euro. (riproduzione riservata)