DHH, società attiva nell’infrastruttura internet e cloud quotata sull’Egm, ha presentato un’offerta irrevocabile per l’acquisizione del Perimetro B.1 del gruppo Tessellis, nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi avviata il 1° marzo del 2026. L’offerta, modificata il 15 maggio rispetto alla proposta iniziale del 30 aprile, è risultata l’unica sul tavolo: non essendo pervenute ulteriori proposte, non si è tenuta alcuna gara competitiva.
Il Perimetro B.1 comprende il ramo B2B di GO Internet, la partecipazione di GO Internet in X-Stream e la quota detenuta da Tiscali Italia in Aetherna. Il perimetro aggregato ha registrato nel 2025 ricavi per 12,7 milioni di euro, con una quota di ricavi ricorrenti superiore all’80% e un ebitda positivo.
La base clienti supera le 3.000 imprese, con un’offerta focalizzata su connettività, cloud, cybersecurity e servizi ICT gestiti, oltre a competenze nei segmenti enterprise infrastructure e hospitality technology.
DHH ha messo sul piatto 4,2 milioni di euro, leggermente superiore al minimo procedurale fissato a 4 milioni. Una cifra composta da un prezzo base di 2,55 milioni, da corrispondere al closing, e da un earn-out di 1,65 milioni subordinato all’omologazione dello strumento di regolazione della crisi. In assenza di omologazione, la componente variabile non verrà riconosciuta.
Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il 15 luglio e resta subordinato alle autorizzazioni antitrust e golden power, oltre che al mancato dissenso dell’esperto nominato dal Tribunale di Cagliari nell’ambito della procedura di composizione negoziata.
Per DHH l’operazione si inserisce nel percorso di crescita per linee esterne nel segmento B2B dei servizi digitali, rafforzando il presidio su connettività e infrastrutture cloud in Italia.
A Piazza Affari, nonostante l’offerta, il titolo Tessellis il 21 maggio è scivolato in chiusura dello 0,27% a 0,074 euro (-50% in un anno), invece all’Egm il titolo DHH ha spuntato un +0,44% a 23 euro (+4% negli ultimi tre mesi e +12,8% in un anno).
L’attività AI di DHH si sta espandendo rapidamente, con ricavi che raddoppiano anno su anno e una forte domanda di GPU (oltre il 70% di utilizzo). Anche per questo Intermonte ha un rating buy e un target price a 32 euro (+39,7% di potenziale upside). «Al nostro target price, il titolo tratterebbe a 12x l’ev/ebitda 2026, a sconto rispetto ai competitor quotati di maggiori dimensioni e ai recenti deal privati (15–19x l’ev/ebitda)», afferma Intermonte.
La sim appezza anche il forte impegno della società nell’incorporare una traiettoria di crescita sostenibile tramite sviluppo organico e gestione disciplinata dei margini, valutando al contempo in modo proattivo opportunità di crescita esterna nei mercati europei esistenti e nuovi come Francia e Spagna.
«La solida struttura finanziaria (posizione finanziaria netta positiva per 1,3 milioni, ndr) e la base di ricavi (40 milioni nel 2025, la sim li vede crescere a 44 milioni nel 2026, ndr) ben diversificata», conclude Intermonte, «sostengono la resilienza, senza preoccupazioni su rischi di insolvenza o concentrazione dei ricavi». A fine 2026 Intermonte si aspetta un utile netto di 5 milioni (4 milioni nel 2025), ma nessun dividendo. (riproduzione riservata)