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Generali, tre punti da considerare in vista della storica scalata di Delfin. Gli analisti
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Generali, tre punti da considerare in vista della storica scalata di Delfin. Gli analisti

03 luglio 2023, 10:58 Ultimo aggiornamento: 17:30

Ivass ha autorizzato Delfin, azionista di Generali con una quota del 9,8%, a salire oltre il 10% del capitale della compagnia. I titoli coinvolti, dal Leone a Mediobanca, volano a Piazza Affari, mentre EssilorLuxottica a Parigi inverte la rotta e flette.  Perché Kepler parla di distrazione inutile | Caltagirone attacca Generali | Mediobanca, la lista del cda per legge e le mosse di Caltagirone. Il retroscena | La famiglia Del Vecchio può salire al 20% in Generali. Si riapre la battaglia a Trieste | Generali, la nota di Delfin

Ivass ha autorizzato Delfin, azionista di Generali con una quota del 9,8%, a salire oltre il 10% del capitale della compagnia. La richiesta sarebbe stata presentata da Delfin il 17 aprile scorso, quando avrebbe superato tecnicamente la soglia del 10% in Generali a seguito del riacquisto di azioni da parte della compagnia.

Una notizia che sta facendo correre i titoli a Piazza Affari lunedì 3 luglio. Infatti Generali sale del 4,6% a 19,48 euro, Mediobanca (primo azionista del Leone col 13%) del 2,6% a 11,24 euro, a Parigi EssilorLuxottica (controllata da Delfin), che aveva aperto bene, a metà mattinata cede l’1% circa a 170,8 euro per azione.

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Delfin, con Del Vecchio ancora in vita, è stata protagonista lo scorso anno, insieme a Caltagirone, della battaglia per il ricambio della governance di Generali, che però si è conclusa con la riconferma del ceo Donnet, che ha ricevuto ampio supporto dal mercato e dal principale azionista Mediobanca.

Nel frattempo, nella giornata di lunedì, emerge, da fonti di agenzia stampa, che Delfin si porrebbe come azionista storico e di lungo periodo di Generali. Sarebbe questo l'approccio della holding della famiglia Del Vecchio, che di recente ha chiesto l'autorizzazione a Ivass a salire oltre il 10% del Leone (e potenzialmente dunque fino al 20%).

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Tre punti da considerare in vista di una scalata

Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, sottolinea che in un comunicato stampa «Delfin chiarisce che si tratta solamente di ragioni puramente tecniche dopo il piano di buy back. Crediamo che il mercato non sia convinto della smentita e che la richiesta sia il successivo episodio della saga Generali-Mediobanca. Il nostro giudizio è che la richiesta sicuramente apre un possibile scenario alternativo nel futuro di Generali».

Con l’approvazione dell’Ivass, la «famiglia Del Vecchio e i propri alleati (Benetton e Caltagirone) hanno una carta in più per un eventuale decisione di scalare il colosso delle assicurazioni. Grazie all’entusiasmo sull’affaire Generali, il Ftse Mib è il migliore indice europeo», spiega lo specialista.

Secondo gli analisti di Equita Sim (Generali, hold, target price 20,0 euro,  Mediobanca, buy, target price 14,3 euro) «l’autorizzazione dell’Ivass a salire dal 10% al 20% aumenterà nuovamente l’appeal speculativo su Generali (e indirettamente su Mediobanca)». 

Tuttavia restano da verificare tre punti secondo Equita:

1. la strategia di Delfin su Generali sotto la gestione di Milleri, «considerando le ultime dichiarazioni che sembravano indicare un focus sul core business dell`occhialeria e un approccio più collaborativo nei confronti di Mediobanca»; 

2. la volontà di Delfin e di conseguenza dei partecipanti alla holding, «di affrontare un’imponente spesa finanziaria, dal momento che all’attuale prezzo di mercato l’acquisizione di un ulteriore 10% di Generali comporterebbe una spesa in contanti di 2,9 miliardi di euro»;

3. se l’autorizzazione dell’Ivass presenta eventuali limitazioni, come ad esempio per Mediobanca, «dove la partecipazione deve essere dichiarata di natura finanziaria». Generali, ricorda Equita, tratta con un rapporto prezzo/utile atteso al 2024 attorno a 8 volte.

Una distrazione inutile?

Secondo Kepler Cheuvreu, questa mossa di Delfin su Generali (buy) è una «distrazione inutile, anche se con il mandato del consiglio di amministrazione di Generali recentemente rinnovato e con il precedente approccio nei confronti di Mediobanca (l’assemblea dei soci è prevista a ottobre 2023), i riflettori potrebbero essere puntati più su Mediobanca che su Generali nel breve termine».

Gabriel Debach, market analyst di eToro, spiega a milanofinanza.it che la crescita di Delfin, che fa capo alla famiglia Del Vecchio, all'interno del gruppo Generali, «va considerata nel contesto più ampio del tentativo di controllo del conglomerato Generali-Mediobanca, guidato dal gruppo dei dissidenti che comprende le principali famiglie italiane come Del Vecchio, Caltagirone e Benetton».

Dopo i rumors generati dai movimenti di Francesco Caltagirone, che hanno portato alla sua audizione al Senato, «si è creato un clima di grande attenzione intorno alle poltrone politiche, evidenziato soprattutto dall'interesse dei mercati, con le azioni di Assicurazioni Generali e Mediobanca in testa alle performance positive giornaliere», sottolinea Debach.

I risultati positivi del ceo Donnet e di Nagel in Mediobanca, grazie a «utili consistenti e generosi dividendi, passano attualmente in secondo piano, con il mercato che si concentra sulle possibili scalate e crescite nei prezzi dei relativi titoli. È importante prepararsi a una probabile volatilità in arrivo, poiché questa è solo una mossa all'interno del complesso gioco degli scacchi finanziari», conclude l’analista. (riproduzione riservata)



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