Alla fine del 2025 il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 3.095,5 miliardi, in aumento di 128,6 miliardi di euro rispetto alla fine del 2024 quando era stato di 2.966,9 miliardi. Lo riferisce Banca d'Italia nelle stime del debito e del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per l'anno 2025.
Il dato è in calo rispetto al mese di novembre (quando era di 3.124,9 miliardi) e anche al record storico di ottobre (di 3.130,9 miliardi), ma si tratta del dato più elevato di sempre per quanto riguarda il valore annuo.
L'aumento del debito rispetto all'anno precedente, ha spiegato Bankitalia, riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (109,2 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (da 14,7 a 52,4 miliardi) e l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio (4,6 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, invece, il debito delle amministrazioni centrali ha trainato il livello del debito nazionale di fine 2025: è cresciuto di 132 miliardi a 3.016,3 miliardi di euro. Mentre quello delle amministrazioni locali si è ridotto di 3,4 miliardi, a 79,1 miliardi.
Sostanzialmente stabile invece il debito degli Enti di previdenza e anche la vita media residua del debito con quella di fine 2024 (7,9 anni). Da sottolineare inoltre che nel corso del 2025 la quota del debito detenuto dalla Banca d'Italia è diminuita, scendendo al 18,5% dal 21,6 dell'anno precedente. (riproduzione riservata)