
Si avvicina la valutazione del rating italiano da parte di S&P e Dbrs. E Mazziero Research accende i riflettori sul debito pubblico, tornato a salire dopo un periodo di relativa stabilità. L'ultimo dato relativo a gennaio ha segnato 2.849 miliardi di debito, poco al di sotto dell'ammontare di fine 2023 a 2.863 miliardi. Da febbraio cambia la tendenza, salendo di circa 27 miliardi in base alle stime di Mazziero Research a 2.876 miliardi.

«Il debito continuerà a crescere anche nei mesi successivi, portandosi stabilmente sopra i 2.900 miliardi e raggiungendo una cifra compresa tra 2.934 e 2.965 miliardi a giugno», prevede Mazziero Research. Il grafico presenta con una linea rossa i dati ufficiali pubblicati da Banca d'Italia e prosegue in grigio con i valori stimati dalla Mazziero Research.
Nel frattempo, gli italiani sono tornati a essere buoni compratori dei titoli di Stato, in particolare di Btp. Lo si è visto dal successo delle ultime emissioni e lo si riscontra nella detenzione di titoli di Stato rilevata da Banca d'Italia.

Il grafico mostra l'evoluzione da dicembre 2022 a dicembre 2023 e si può notare come i residenti italiani - famiglie e imprese - abbiano aumentato il portafoglio di titoli di Stato italiani da 741 a 790 miliardi di euro. «Questo trend positivo sembra essere spinto da un rinnovato interesse verso i rendimenti offerti da questi strumenti, percepiti come particolarmente vantaggiosi in un contesto in cui il rischio è attualmente considerato contenuto», sottolinea Mazziero Research.

Da ottobre i rendimenti dei Btp a 10 anni seguono una tendenza in discesa, con una contrazione di oltre un punto percentuale dai picchi del 4,93% segnati a settembre. Attualmente i rendimenti del Btp decennale si attestano al 3,7% e scontano già una dinamica discendente dei tassi della Banca Centrale Europea. È bene anche notare, aggiunge Mazziero Research, che a fronte di un tasso di inflazione poco sopra all'1%, i rendimenti reali (al netto dell'inflazione) si mantengono positivi per oltre due punti e mezzo percentuali.

Nel corso del mese di aprile ci sono due appuntamenti con la valutazione del rating italiano: S&P e Dbrs, dai quali Mazziero Research non prevede sorprese con un mantenimento del rating invariato. Il grafico mostra le differenti valutazioni tra le varie agenzie, mentre sotto viene riportato il calendario sino a fine anno con riquadrate le scadenze di aprile.

«Più critici gli appuntamenti di maggio con Fitch e Moody's che, anche in funzione dei conti sul Documento di Economia e Finanze in pubblicazione ad aprile, potrebbero rivedere la propria valutazione soprattutto a causa dalle conseguenze del SuperBonus 110%», avverte Mazziero Research.(riproduzione riservata)