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De Guindos (Bce): rimozione degli stimoli graduale, ma evitare aziende zombie
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De Guindos (Bce): rimozione degli stimoli graduale, ma evitare aziende zombie

di Marco Vignali
09 aprile 2021, 11:50

Il numero due della Bce ha ribadito che la revoca degli stimoli dovrà essere “graduale", sottolineando però il pericolo che, mantenendo le misure per troppo tempo, si possa incorrere in una "zombificazione" dell'economia. Stournaras risponde a Knot e Holzmann: troppo presto per ritirare gli aiuti monetari | Visco: il rischio di un aumento di aziende zombie è limitato, accelerare sui vaccini

Calma, ma non troppa. Può essere racchiuso in queste poche parole il succo dell'intervento del vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, tornato a parlare nel corso di un meeting online. Il numero due dell'Eurotower ha di fatto ribadito quanto già espresso nei giorni scorsi da Lagarde e gli altri membri del board, secondo cui le autorità della zona euro dovrebbero revocare gli stimoli monetari e fiscali “solo gradualmente, accompagnando la ripresa dell'economia, duramente colpita dal coronavirus”. Tuttavia, dopo aver ancora una volta sottolineato come la prudenza resti il mantra principale in quel di Francoforte, de Guindos ha segnalato la possibilità che mantenendo tali misure per troppo tempo si possa incorrere in una "zombificazione" dell'economia, permettendo così la sopravvivenza di imprese insostenibili. Una presa di coscienza importante da parte di uno dei massimi vertici dell'istituto monetario, che solo in rarissime occasioni aveva palesato preoccupazioni per la possibilità di far restare in vita le cosiddette "aziende zombie".

Neanche il tempo di mettere nero su bianco le dichiarazioni di de Guindos che un altro membro del board, Yannis Stournaras, ha ribadito come ad oggi sia assolutamente "troppo presto affinché la Banca centrale europea possa discutere di un rallentamento graduale del programma di acquisto emergenziale di titoli di Stato a partire dal terzo trimestre". Il governatore della banca centrale greca ha respinto, dunque, le ipotesi ventilate negli scorsi giorni da consiglieri più conservatori, Knot e Holzmann. "È troppo presto", ha detto Stournaras a Bloomberg Tv, "non abbiamo alcuna prova che le cose possano migliorare così tanto nel terzo trimestre. Inoltre, le prospettive di inflazione restano ancora molto deboli rispetto al nostro target", ha sottolineato il banchiere centrale, pertanto non vedo alcun motivo per ritirare lo stimolo monetario che stiamo fornendo".

Una risposta alquanto diretta e in forte contrapposizione rispetto a quanto affermato nella giornata di ieri da Robert Holzmann, componente del board della Banca centrale europea e governatore della banca centrale austriaca, che aveva auspicato il desiderio che l'istituto centrale potesse essere in grado di ridurre il ritmo del programma di acquisto emergenziale di bond già nel terzo trimestre di quest'anno. "La decisione per il terzo trimestre sarà presa entro la fine del secondo trimestre e auspicabilmente per allora ci sarà la possibilità di ridurre nuovamente gli acquisti", aveva sottolineato Holzmann in un'intervista con Cnbc.

I commenti del governatore della banca d'Austria si erano attestati sulla falsa riga delle dichiarazioni pervenute, sempre ieri, da Klaas Knot in un'intervista a Reuters. "Se l'economia si svilupperà secondo le nostre previsioni di base, vedremo un miglioramento di inflazione e crescita dalla seconda metà dell'anno in poi", aveva sottolineato il banchiere centrale, evidenziando che, in tal caso, "sarà per me chiaro che dal terzo trimestre in poi potremo iniziare a diminuire gradualmente gli acquisti emergenziali pandemici e terminare il programma come previsto a marzo 2022".

Nella mattinata odierna è intervenuto anche un altro membro del board dell’Eurotower, Isabel Schnabel, che ha voluto invece mettere in guardia sui rischi che creerebbe una mancata applicazione del Recovery Fund, evidenziando come una simile mancanza sarebbe "un disastro economico per l'Europa". Il fatto che il Recovery Fund e i programmi nazionali di aiuto economico porteranno a una crescita significativa dei livelli del debito pubblico "non è un problema, a patto che la spesa vada a promuovere una crescita economica sostenibile", ha detto Schnabel in un'intervista al settimanale tedesco Der Spiegel.

"L'aumento del debito pubblico è inevitabile, ed è opportuno di fronte a questa crisi del secolo, a patto che la spesa promuova in maniera sostenibile la crescita", ha proseguito Schnabel. A tal proposito, è bene sottolineare che la corte costituzionale tedesca ha sospeso il processo di ratifica del Recovery Fund il mese scorso, a fronte di ricorsi contro il programma di investimenti finanziato in deficit.

Sempre nella giornata di ieri sono stati resi noti i resoconti della riunione di politica monetaria del 10 e 11 marzo scorsi. I consiglieri della Banca centrale europea hanno deciso di intensificare gli acquisti di bond questo trimestre, a condizione che possano essere ridotti nuovamente più avanti se la situazione lo consentirà. "C'è stato ampio consenso tra tutti i consiglieri in merito alla proposta avanzata da Lane, con l'intesa che la dotazione totale del Pepp non sia messa in discussione nelle condizioni attuali e che il ritmo degli acquisti possa essere ridotto in futuro", si legge nei verbali, nei quali è stato sottolineato che “la flessibilità contenuta nel Pepp è simmetrica, e che pertanto il ritmo degli acquisti può essere accelerato e rallentato in base alle condizioni del mercato”. Francoforte, che ha stanziato 1.850 miliardi di euro per il Programma di acquisto per l’emergenza pandemica, ha già ribadito più volte che potrebbe non essere necessario spendere l'intero ammontare. (riproduzione riservata)



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