La Bce rafforza il messaggio contro gli interventi degli Stati europei nelle fusioni bancarie. «Il problema è che i governi interferiscono nelle transazioni bancarie, nazionali o transfrontaliere, per motivi politici, nazionalistici o di altro tipo», ha detto ieri Luis De Guindos, vicepresidente della Bce alla presentazione del rapporto di stabilità finanziaria.
«Il risultato finale è che è indebolita la credibilità del messaggio riguardo all’Unione dei Risparmi e degli Investimenti. Inoltre così è difficile credere nella libera circolazione dei capitali e della liquidità nell’area euro», ha aggiunto De Guindos, che ha precisato di non parlare di un Paese specifico poiché «ce ne sono diversi» che ostacolano le aggregazioni.
Il caso più recente riguarda il governo tedesco e l’operazione Unicredit-Commerzbank (a cui De Guindos aveva fatto riferimento dopo l’ultimo consiglio direttivo) ma anche l’Italia con il golden power su Unicredit-Bpm.
In tema di credito, De Guindos ha risposto a chi ritiene la Bce causa di minori finanziamenti bancari: «Non crediamo che sia così. I requisiti patrimoniali non limitano affatto i prestiti a famiglie e imprese secondo la nostra analisi».
De Guindos, il cui mandato termina a fine mese, ha aggiunto che «ridurre i requisiti patrimoniali potrebbe essere un errore. Non si otterranno più prestiti e nello stesso tempo si eroderà la solidità delle banche».
Il rapporto sulla stabilità finanziaria ha evidenziato che le tensioni geopolitiche e le difficoltà di bilancio dei governi «potrebbero mettere a dura prova il clima di fiducia dei mercati».
In questo contesto le vulnerabilità delle istituzioni non bancarie «potrebbero amplificare le tensioni». Per le banche invece le esposizioni verso società non bancarie e imprese vulnerabili su commercio ed energia costituiscono «fonti di rischio di credito, di liquidità e di raccolta».
In futuro gli istituti dovranno fare sempre maggiore attenzione alle minacce cyber: «Sta crescendo rapidamente la possibilità che attacchi creino sconvolgimenti gravi e diffusi. L’intelligenza artificiale, soprattutto i modelli di frontiera, possono aumentare la portata e la velocità di attacchi lanciati da attori statali e non statali».
Il 26 maggio la Bce ha organizzato una riuinione con le banche per discutere i rischi di Mythos, il modello di Anthropic. De Guindos ha evidenziato che la Bce sta chiedendo agli istituti «investimenti supplementari sulla cybersicurezza».
Quanto ai conti pubblici, la Bce ha ribadito che le misure contro lo shock energetico devono essere «temporanee e mirate» per evitare di «mettere a dura prova le finanze pubbliche», considerando il rischio di «una rivalutazione del rischio sovrano» da parte dei mercati soprattutto «in alcuni Paesi molto indebitati».
In materia di debito pubblico la Bce ha ricordato anche la possibile volatilità legata alla presenza crescente degli hedge fund e all’atteso aumento della spesa per la difesa. (riproduzione riservata)