Accendere il "motore Italia" per ripartire più forti di prima. E' questo l'obiettivo dell'omonimo programma presentato stamani da Intesa Sanpaolo, il cui piano strategico prevede finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese del bel Paese di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica, al fine di rilanciarsi attraverso nuovi progetti di sviluppo e crescita.
"La ripresa dell'economia italiana sarà parziale rispetto alla caduta del pil subita nel 2020, con un +3,7% quest'anno dopo il -8,9% del 2020. Sarà importante porre subito le basi per una crescita stabilmente più elevata e sostenibile, una volta terminati gli effetti legati agli investimenti del programma Next Generation", ha esordito Gregorio De Felice, chief economist e responsabile studi e ricerche Intesa Sanpaolo, nel corso dell'evento di presentazione del progetto.
"Per l'Italia è essenziale realizzare riforme che accrescano la produttività e il potenziale di crescita: occorre intervenire nel campo della pubblica amministrazione, della giustizia civile, del fisco e della concorrenza. Un altro fattore di supporto è rappresentato dall'eccesso di risparmio che si è creato nel 2020. Se infatti il tasso di risparmio delle famiglie tornasse quest'anno ai livelli del 2019, ne deriverebbe una crescita aggiuntiva sui consumi pari a 80 miliardi di euro", ha argomentato De Felice.
Secondo lo studio presentato, per il biennio 2021-2022 è previsto un graduale ritorno alla normalità in tutto il globo, con una ripresa più stabile a partire dal terzo trimestre. Negli Stati Uniti le vaccinazioni procedono a velocità accelerata rispetto all'Europa e l'immunità di gregge potrebbe essere raggiunta in luglio. La crescita globale del pil è vista al 5,3% nel 2021, dopo il -4,1% del 2020 con un ruolo trainante di Asia e Stati Uniti. I flussi commerciali internazionali sono previsti in netta ripresa al +12,4% dopo il -9,4% del 2020.
"È salita la leva finanziaria delle imprese ma meno di quanto accadde con la crisi del 2011. In termini di recupero del fatturato, sono ben posizionate le filiere del farmaco e dell'alimentare, insieme ai servizi avanzati. È atteso un buon recupero per il settore delle costruzioni grazie all'ecobonus. Le misure di policy hanno ridotto il fabbisogno di liquidità e fatto decollare i prestiti alle imprese: nel corso del 2020 il flusso netto di prestiti alle società non-finanziarie è stato pari a 63 miliardi, sostenuto dai prestiti con garanzia pubblica”, ha sottolineato De Felice, secondo cui un aspetto chiave ed in continua crescita sarà la domanda di investimenti che tengano conto dei fattori ambientali, sociali e di governance: i fondi d'investimento sostenibili, a livello globale, hanno raggiunto asset totali per un controvalore pari a 1.000 miliardi di dollari e sono cresciuti del 35% rispetto a fine dicembre 2019.
“Un reale cambio di passo sarà possibile solo aumentando il livello degli investimenti, soprattutto immateriali, recuperando il gap che si è accumulato nell'ultimo decennio: sono 128 i miliardi di investimenti in più se l'Italia avesse seguito la stessa dinamica della Germania. È necessario investire sul green e sul digitale. La transizione ambientale è una straordinaria opportunità per accelerare la crescita e renderla più sostenibile, interrompendo lo sfruttamento delle risorse naturali e ambientali. La transizione green diverrà sempre più forte e desiderata dalle popolazioni in particolare da quelle più giovani", ha concluso De Felice.
Dello stesso avviso anche il collega Stefano Barrese, responsabile divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, secondo cui, dall'inizio della pandemia, “abbiamo fronteggiato le emergenze con iniziative ed erogazioni della Banca dei Territori per le Pmi pari a 45 miliardi di euro nel 2020 sostenendo la gestione degli impegni finanziari di breve termine, finanziando la liquidità e intervenendo con la sospensione delle rate e con specifici interventi sui settori più colpiti”.
Ora è il momento di fare un passo in più per accelerare il rilancio, con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale, sociale. Anche secondo Barrese, infatti, “solo investendo sulla crescita e sulla transizione digitale e sostenibile saremo in grado di recuperare tempestivamente la nostra competitività sul mercato interno ed estero”.
A proposito di dislocazione territoriale, per agevolare al massimo il coinvolgimento delle imprese potenzialmente interessate ai contenuti di "Motore Italia", Intesa Sanpaolo avvierà nei prossimi giorni “un roadshow che punta a condividere proprio con le Pmi i contenuti delle operazioni proposte", ha affermato Anna Roscio, responsabile direzione sales&marketing imprese di Intesa Sanpaolo.
Il piano mette a disposizione 50 miliardi di euro di nuovo credito, con lo scopo di anticipare i bisogni di liquidità e fornire supporto in vista delle prossime scadenze delle misure governative. La misura fondamentale del programma stabilisce nuove soluzioni di allungamento della durata dei finanziamenti in essere, ampliando le iniziative di sostegno alla liquidità già messe in atto nel corso del 2020. Sono previsti, inoltre, ulteriori interventi per preparare le Pmi al rilancio economico e al recupero di competitività attraverso investimenti per la transizione digitale e sostenibile, in linea con i futuri obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. (riproduzione riservata)