L’agenzia canadese Dbrs Morningstar ha confermato il giudizio sull’Italia BBB con outlook stabile nella serata di venerdì 28 aprile pochi giorni dopo l’avviso di Moody’s.
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Il trend Stabile riflette l'opinione di Dbrs Morningstar secondo cui i rischi sono bilanciati. L'impegno del governo «per un prudente orientamento di bilancio, insieme a una solida crescita nominale, fanno ben sperare per una continuazione della riduzione del rapporto debito/Pil nel medio termine», spiega l’agenzia di rating canadese.
Lo scorso anno il debito pubblico italiano, spiega Dbrs, «è stato migliore del previsto, attestandosi al 144,4% del Pil, con un calo cumulativo di oltre dieci punti percentuali dal picco del 154,9% nel 2020. Il rapporto debito/Pil dovrebbe continuare a scendere al 140,9% nel 2025, ma l'aumento significativo i costi degli interessi richiederanno ulteriori progressi nel risanamento dei conti pubblici e una crescita sostenuta per portare il rapporto debito/Pil verso un calo durevole».
Infatti, spiega Dbrs, «stanno gradualmente emergendo ritardi nell'esecuzione del Recovery and Resilience Plan e un possibile rimpasto di alcuni progetti verso quelli di più rapida attuazione potrebbero ostacolare l'impatto del piano sulla crescita del Pil».
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La conferma da parte di Dbrs Morningstar del rating BBB (high) dell'Italia poggia su diversi fattori. L'Italia «(1) beneficia del fatto di far parte dell’Ue, nonché del sostegno e dell'elevata credibilità della Banca Centrale Europea. L'economia è grande e diversificata (2) e l'importante settore manifatturiero ha dimostrato un alto grado di resistenza nonostante lo shock energetico (3)», spiega l’agenzia di rating.
Il Paese è andato in deficit temporaneamente a causa degli alti prezzi dell'energia, ma la «capacità di esportazione dell'Italia (4) rimane un fattore di supporto così come la posizione patrimoniale netta positiva sull'estero (5, net international investment position, NIIP)».
Inoltre (6) «il debito del settore privato è uno dei più bassi tra i Paesi avanzati. I margini di profitto societari accumulati sono di buon auspicio (7) per assorbire l'impatto dell'inflazione elevata e dell'aumento dei tassi di interesse». A questo si aggiunga che il sistema bancario italiano (8) «si trova in una posizione più forte rispetto al passato in termini di patrimonializzazione e sono stati compiuti progressi nella forte riduzione delle attività deteriorate nette».
Il rating sull’Italia potrebbe essere migliorato, avverte Dbrs, se si verifica uno o una serie dei seguenti fattori: (1) consolidamento fiscale che pone il rapporto debito/Pil su una solida traiettoria discendente nel medio termine; o (2) prove che portano a progressi con riforme e investimenti produttivi a una migliore crescita economica.
Il rating potrebbe invece essere tagliato se: (1) le prospettive economiche peggiorano materialmente, causando un significativo aumento del rapporto debito pubblico/Pil; (2) il governo dimostra un impegno significativamente più debole nel ridurre il rapporto debito/Pil nel medio periodo; o (3) una cristallizzazione di un importo considerevole di passività potenziali, che porta a un deterioramento sostanziale di conti pubblici. (riproduzione riservata)