Dodici mesi di assestamento dopo l’exploit. Si può riassumere così il 2024 di Dba Group, società Ict quotata sul mercato Egm, che ha appena archiviato l’ultimo esercizio con una lieve crescita del fatturato e margini in linea con quelli dell’anno precedente. «È stato un anno di consolidamento dopo la forte crescita del 2023», conferma l’amministratore delegato, Raffaele De Bettin. Il titolo di Dba Group scambia a 3,56 euro, in calo dello 0,3% (dato alle 16:30 del 31 marzo).
Nel 2024 il gruppo Ict ha registrato un valore della produzione di 115,8 milioni di euro, in aumento del 3,3% rispetto al 2023. Stabili i margini con un ebitda di 12 milioni (in linea con il 2023) e un ebit di 6,8 milioni, in calo dai 7,9 milioni dell’anno precedente. Anche l’utile è sceso da 4 a 3 milioni di euro. L’indebitamento netto, invece, è passato da 8,4 a 9,2 milioni di euro. «Ma manteniamo un rapporto pfn/ebitda ampiamente sotto 1, il che indica un ottimo livello di salute della società, e abbiamo potuto aumentare da 0,09 a 0,13 euro per azione il dividendo proposto per i soci», puntualizza De Bettin. I debiti, dunque, rimangono ridotti nonostante due acquisizioni chiuse di recente in Italia (Serteco) e in Spagna, dove Dba Group ha comprato il 60% di Proyectos Ifg.
La maggior parte delle vendite della società vengono effettuate in Italia. Tuttavia, Dba Group è attiva anche in Slovenia (con un ramo d’azienda Ict) e ha appena mosso i primi passi in Spagna. «Il prossimo passo della nostra espansione internazionale consiste nel portare le nostre competenze in Spagna, dove abbiamo comprato a gennaio 2025 il 60% di Proyectos Ifg, una società di Madrid specializzata in soluzioni per data center», racconta l’ad. «Con questa operazione di m&a siamo entrati nel mercato iberico e ora vogliamo affermarci nei settori che ci contraddistinguono già in Italia, a partire dal trasporto di energia per i trasporti, ma anche per clienti industriali e farmaceutici».
Guardando ai settori che sostengono il business di Dba Group, la maggiore spinta arriva da tre comparti. «In Italia abbiamo una presenza consolidata innanzitutto nelle telecomunicazioni e questo settore resta vivace grazie agli investimenti previsti nella banda ultra larga», aggiunge De Bettin. «Poi c’è l’energia per i trasporti. In questo caso lavoriamo con clienti diversi, dalle autostrade se hanno impianti propri per la ricarica dei veicoli elettrici alle società che costruiscono le stazioni come Eni. In aggiunta, stiamo iniziando ad avere richiesta di infrastrutture per i veicoli a idrogeno, soprattutto nel trasporto pubblico locale. Infine, i data center. Crediamo che questo comparto possa crescere ancora molto nei prossimi anni grazie soprattutto agli investimenti delle big tech americane in Italia».
Con queste premesse, il gruppo ha confermato la guidance comunicata al mercato per l’anno in corso e si aspetta di vedere una nuova espansione del business, grazie sia alla crescita interna sia alle società acquisite. «Nel 2025 ci aspettiamo che il fatturato arrivi a 127 milioni di euro, con un ebitda di circa 14,3 milioni», conclude l’ad. «Abbiamo una visibilità buona sull’andamento del business e tutte e tre le nostre aree di business – Engineering and Project Management services, Ict in Italia e Ict in Slovenia – sono stabili». (riproduzione riservata)