La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bocciare i dazi voluti dall’amministrazione di Donald Trump irrompe nel dibattito economico italiano e diventa il convitato di pietra della terza winter edition della sesta edizione del Forum in Masseria, in corso Terme di Saturnia, in provincia di Grosseto. Un pronunciamento che, al di là del profilo giuridico, riapre interrogativi politici e commerciali in una fase già delicata per gli scambi tra Europa e Stati Uniti.
Prima di poter esprimere un giudizio «bisogna vedere il contenuto della sentenza perché non si sa su quali dazi interviene. In questo momento, è molto generica la comunicazione e ho visto anche i comunicati della stessa Unione europea che attende di verificare quali sono i contenuti ed è difficile quindi fare valutazione senza conoscerne nel merito la questione». Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum di Bruno Vespa e Comin & Partners, commentando la bocciatura dei dazi da parte della Corte suprema Usa.
«Certamente questa notizia arriva inaspettata, smonta giuridicamente la base su cui il presidente Trump ha adottato i dazi. Per noi europei si apre un momento di confronto con il presidente Usa di forte instabilità in un momento in cui avevamo la necessità di stabilità, perché avevamo appena iniziato un percorso con i nostri importatori americani, avendo già definito i rapporti commerciali», ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a MF-Milano Finanza.
Parole che fotografano la preoccupazione del mondo agricolo e agroalimentare, tra i comparti più esposti all’export verso gli Stati Uniti. «In una fase come quella attuale non abbiamo bisogno di turbolenze sui mercati, ma di stabilità. Ci vuole prudenza, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni», ha aggiunto, «nella speranza che il presidente Trump possa mantenere una linea e che non vengano addirittura incrementati i dazi perché non potendo più utilizzare alcuni strumenti diventa più difficile capire cosa accadrà». Ad oggi «stiamo parlando di un ammontare di dazi per 175 miliardi di dollari che sono stati già versati. L’instabilità non premia, ma d’altra parte gli Usa restano per noi un mercato fondamentale».
Dal fronte della promozione internazionale arriva un giudizio prudente ma non privo di aspettative. La bocciatura dei dazi da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti «è sicuramente una buona notizia perché è un segnale forte contro i dazi, però poi deve avere anche un risvolto reale, questo lo capiremo», ha detto Matteo Zoppas, presidente di Ice, a margine del Forum.
Il nodo, sottolinea Zoppas, è tutto nell’effettiva applicazione della decisione e nei tempi di attuazione. Questa «decisione ha un effetto reale. Quindi dobbiamo fermarci, studiare, capire cosa significa, cosa prevede l’ordinamento della normativa americana degli Stati Uniti e capire se effettivamente avrà un effetto e quando ce l’avrà sull’imposizione dei dazi», ha continuato Zoppas, sottolineando che «noi giudichiamo la parte commerciale. Dal punto di vista commerciale, se vengono tolti i dazi, sicuramente c’è un vantaggio. Poi la parte politica non è nostro compito».
Per l’export italiano, tuttavia, il tema non si esaurisce nella partita tariffaria. Oltre a un eventuale passo indietro degli Stati Uniti sui dazi, sarebbe importante un riequilibrio del cambio euro-dollaro. «Quello che sicuramente è auspicabile, come si sente dire, è che gli Stati Uniti possano in qualche modo fare un ritorno sui propri passi sui dazi», ha affermato Zoppas, sottolineando che «il vero dazio che noi già oggi abbiamo è quello del cambio euro-dollaro che sappiamo che raddoppia quasi il valore del dazio, quindi o Stati Uniti che non sembra siano intenzionati a farlo, ma anche lato Europa» serve «avere qualcosa che ci può aiutare a recuperare sul cambio euro-dollaro», ha concluso.
«È una notizia che accogliamo con grande piacere come associazione del trasporto e della logistica» che il settore «più colpito dai dazi di Trump sul sistema automotive ma non solo» perché «vuole dire per noi riprendere competitività verso gli Usa e dare tranquillità a quelle aziende che hanno investito in questo settore», ha detto Marcello Di Caterina, vicepresidente e direttore generale Alis. «Il fatto che la Corte Suprema abbia
momentaneamente sospeso, ci auguriamo in maniera definitiva, questa
iniziativa del presidente Trump, è una boccata di ossigeno importante
e lo vedremo anche nelle prossime ore con i mercati che daranno una
risposta significativa a questa notizia», ha concluso. (riproduzione riservata)