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Dazi Usa al 15%: le 7 azioni di Piazza Affari che sfuggono alle tariffe di Trump. Analisti: comprare sui ribassi

23 febbraio 2026, 14:05 Ultimo aggiornamento: 15:15

L’intervento della Corte Suprema nel cancellare i dazi reciproci dell’amministrazione Trump provoca la reazione del presidente che annuncia una tariffa globale del 15%. Le analisi di Banca Akros, Equita Sim e Santander

La Corte Suprema Usa ha stabilito il 20 febbraio che i dazi reciproci sono incostituzionali ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). In risposta, il presidente Donald Trump ha annunciato subito una nuova tariffa globale prima del 10%, poco dopo del 15% per 150 giorni ai sensi della Section 122, con effetto a partire dal 24 febbraio (fino a fine luglio). Dopodiché la decisione dovrà essere confermata dal Congresso per essere prolungata.

Restano in vigore le esenzioni (per i beni conformi all’Usmca) in arrivo da Canada e Messico e per alcuni prodotti specifici relativi ad alimentari, minerali critici, elettronica e prodotti legati all’automotive. Invariati anche i dazi ai sensi della Section 232 per acciaio e derivati (25–50%), rame, legname, lavorato in legno (10–50%), alluminio e derivati (50%), auto e componenti (25%) e quelli per le indagini in corso nel settore semiconduttori (25%). Di conseguenza, per società come «Tenaris, Prysmian e Danieli, esposte a metalli coperti dalla Section 232, nulla cambia», precisa Equita. La sentenza apre la «possibilità di rimborsare i dazi Ieepa già incassati (stimati fra 100 e 200 miliardi di dollari all’anno), ma le modalità restano poco chiare e la questione potrebbe protrarsi a lungo».

Akros: salgono i dazi per l’Italia, ma fra 150 giorni potrebbero dimezzarsi

Secondo gli analisti di Banca Akros, il passaggio dai dazi Ieepa alla Section 122 del Trade Act riduce il tasso medio globale dal 15,4% al 13,2%. Tuttavia, se il Congresso non rinnoverà dopo 150 giorni i dazi temporanei, questa percentuale potrebbe scendere fino all’8,3%. L’effetto specifico sarà diverso a seconda delle aree coinvolte: positivo per diversi mercati emergenti, tra cui Cina e Brasile, negativo per l’Ue.

Per l’Italia, il tasso globale dei dazi sulle importazioni statunitensi potrebbe salire dall’attuale 13,6% (pre-Corte Suprema) al 15,3%. Se però il Congresso non dovesse confermare la misura, il tasso potrebbe scendere fino al 7,0%. In generale, l’incertezza legale su un possibile rimborso fiscale potrebbe indebolire il dollaro nel breve termine, mentre durante l’estate l’incidenza dei dazi potrebbe diminuire se il Congresso non approvasse l’estensione della Section 122. Potrebbero tuttavia esserci nuove indagini in base alla legge S232.

Tra le società con alta esposizione agli Usa e rilevanti importazioni, gli analisti di Banca Akros mettono in evidenza: Stellantis (rating buy), Brunello Cucinelli, Campari (buy), Ferrari (neutral), Pirelli (neutral). Tra le società con alta esposizione agli Stati Uniti, legata soprattutto alla produzione locale vengono indicati: Tenaris, Diasorin, Buzzi e Prysmian tutti con rating accumulate.

Equita: in vista di Mid Term, Trump cercherà nuovi fonti di ricavo

Al di là del livello medio dei dazi e delle singole società che potrebbero beneficiarne temporaneamente, nota Equita Sim, il messaggio principale è che «l’incertezza sulla politica commerciale Usa aumenta, rendendo il quadro macro più complesso e volatile». Gli analisti ritengono che, in vista delle elezioni di Mid Term a novembre, sarà «politicamente difficile adottare negli Usa misure che alimentino l’inflazione», di conseguenza, non vedono un impatto significativo sulle prospettive di taglio dei tassi da parte della Fed, con la curva che sconta 60 punti base di riduzione del costo del denaro nel 2026 (e con il rischio di un ulteriore indebolimento del dollaro e la rotazione a favore degli asset esclusi gli Usa). Inoltre, «con 100–200 miliardi di dollari di potenziali mancate entrate annue e un deficit pubblico intorno al 6% del pil», Equita ritiene probabile che l’amministrazione Trump «cerchi comunque fonti alternative di gettito, mantenendo alto il rischio di ulteriori interventi fiscali e commerciali».

Per petrolio e auto nessun cambiamento, pharma esentato. Occhio a Essilux e Safilo

Per esempio, l’amministrazione potrebbe ricorrere ad altre sezioni della legge commerciale, come la Section 232 (sicurezza nazionale) e la Section 301 (pratiche commerciali sleali), ma queste misure sarebbero «più circoscritte nel loro ambito e potrebbero comunque essere soggette a contestazioni legali». A livello settoriale, il «settore petrolifero risente solo leggermente dell’aumentata incertezza economica». Per le auto, la Sim milanese non stima cambiamenti, mentre il «settore farmaceutico rimane esentato dai dazi». Tra i titoli più colpiti dall’introduzione delle tariffe figurano Essilux e Safilo a causa del loro «approvvigionamento prevalentemente cinese (integrato verticalmente per Essilux, da fornitori terzi per Safilo)». Essilux ha dichiarato 300 milioni di impatto da tariffe nel 2025, pari a oltre 100 punti base di impatto sul margine, solo in parte mitigato da incremento prezzi e spostamento della produzione. Safilo ha invece dichiarato 250 punti base di impatto da tariffe, mitigato da incrementi prezzo e dalla strategia di uscita dalla Cina.

Sette azioni di Piazza Affari che sfuggono ai dazi

Mentre Banca Akros esprime un giudizio accumulate su Tenaris, Diasorin, Buzzi e Prsymian, Equita ritiene che per StM, Technoprobe, Seco il settore è ancora oggetto ad accertamenti del governo Usa in base alla Section 232 e quindi a oggi non colpito dai dazi. Sono in tutto sette titoli di Piazza Affari poco o nulla impattati dalle tariffe.

Quanto a Interpump, circa 8% dei ricavi viene esportato negli Usa, il resto è produzione locale negli Stati Uniti per il mercato statunitense. Per De Longhi, il 16-17% dei ricavi viene dall’export  verso gli Usa. Se i dazi fossero cancellati, Equita si aspetta un impatto positivo sull’ebit pari a una cifra singola bassa per il lusso e per Dexelance (1%-3%); media cifra singola (4–6%) invece, per Technogym e Campari

Santander in modalità risk on

Gli analisti di Santander ritengono che nel complesso la questione dei dazi non dovrebbe modificare in modo sostanziale il portafoglio degli investitori anche se questo comporta un aumento temporaneo dell’incertezza commerciale. Tuttavia, nel medio termine gli effetti dovrebbero essere relativamente contenuti.  Nelle ultime settimane, pur mantenendo un orientamento ancora moderatamente favorevole al rischio, gli analisti hanno consigliato agli investitori di attendere una fase di correzione dei mercati prima di aumentare ulteriormente le posizioni sull’azionario. Ora confermano questa indicazione. riproduzione riservata) 



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