Il presidente della Fifa Gianni Infantino potrebbe convincere Donald Trump a revocare i dazi al 39% nei confronti della Svizzera? Alcune personalità della Confederazione lo sperano. L’ex diplomatico Thomas Borer ha sottolineato che Trump è più un uomo d’affari che un politico e «per gli imprenditori la fiducia e le relazioni personali sono importanti». E Infantino «sembra ovviamente avere un buon rapporto con Trump», ha detto Borer.
In effetti, Trump ha più volte definito Infantino «un amico», «un vincitore» e «un bravo ragazzo» in occasione delle conferenze stampa per presentare i Mondiali di Calcio che l’anno prossimo si terranno negli Stati Uniti, evento al quale il capo della Casa Bianca sembra tenere moltissimo. E il presidente della Fifa, nato a Briga, la prima fermata del treno in Svizzera arrivando dall’Italia una volta usciti dal Traforo del Sempione, ha dimostrato di saper prendere il capo della Casa Bianca per il verso giusto. Come il mese scorso, quando con risoluta gentilezza ha spostato Trump in seconda fila durante la premiazione del Chelsea, vincitore del primo Mondiale di calcio per club nel New Jersey. Perché subito dopo la consegna della Coppa il presidente degli Stati Uniti era rimasto in prima fila dicendo di voler festeggiare «con i ragazzi». Una mossa per niente protocollare. E a rimettere le cose al posto giusto ci aveva pensato proprio Infantino. Memore di questo episodio, la Confederazione elvetica spera ora in un suo intervento risolutivo nella faccenda dei dazi. (riproduzione riservata)