Dall’Harley Davidson ai jeans, dagli yacht al ketchup americano. L’Unione Europea risponde con i contro-dazi a quelli - del 25% - applicati dagli Usa su acciaio e alluminio, che nel caso del Vecchio Continente valgono 26 miliardi. La Commissione ha deciso di colpire alcuni dei più iconici prodotti statunitensi con tariffe al 25%, salvo alcune eccezioni limitate al 10%.
Bruxelles spera ancora nella via negoziale e in questa direzione va l’offerta di azzerare i dazi per l’industria su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ma la pazienza della presidente Ursula von der Leyen non è infinita e così l’Ue è sempre pronta a colpire i servizi offerti dalle aziende statunitensi, settore in cui gli Usa sono in surplus commerciale con gli europei.
Tra le altre ipotesi ci sono la web tax e l’inasprimento delle procedure antitrust contro le big tech. Non è escluso nemmeno l’uso dello strumento anti-coercizione, che permette anche di bloccare gli investimenti delle imprese straniere nel mercato dell’Unione.
L’Ue intanto ha assestato il primo colpo a Donald Trump. Domani, 9 aprile 2025, i governi degli Stati membri si esprimeranno sulla lista dei contro-dazi: la materia (il commercio) è di competenza esclusiva dell’Europa, quindi servirebbe una maggioranza qualificata per fermare la Commissione. Inesistente perché lunedì 7 aprile il commissario sloveno al Commercio, Maros Sefcovic, ha spiegato che 19 Paesi sono favorevoli.
In caso di via libera la prima parte dei contro-dazi scatterà già il 15 aprile, per un valore di circa 4 miliardi. La bozza è ancora provvisoria e contiene beni come acciaio, alluminio, mais, burro d’arachidi, succo d’arancia, magliette di cotone e tessuti. Nell’elenco non c’è il whisky, una vittoria italiana che in questo modo riesce a proteggere la sua produzione di vino, minacciata da Trump con tariffe del 200%.
La seconda ondata di contro-dazi Ue entrerà in vigore invece il 15 maggio, rinvio pensato da Bruxelles per allungare il tempo per le trattative. Anche in questo caso la lista non è definitiva ma di certo avrà un valore più corposo della precedente, circa 18 miliardi.
L’elenco comprenderà prodotti come il latte, i latticini e lo yogurt. Poi gli elettrodomestici, la plastica, il legno, il pollame, il manzo, le uova, lo zucchero e le verdure. E ancora i frutti di mare, il pesce surgelato, le gomme da masticare, lo zenzero, il curry e la soia, ma nel mirino dell’Ue ci sono anche shampoo, dentifricio e medicinali.
Tra prima e seconda ondata si arriva così a un valore di oltre 22 miliardi. La Commissione ha pensato la lista in modo da ripartire il peso tra i vari Stati Membri e così venire incontro ai governi, che temono una reazione americana contro le principali produzioni nazionali. Oltre alle aziende pagheranno anche i consumatori europei, che dovranno spendere di più per comprare i prodotti americani. (riproduzione riservata)