Dazi, sicurezza e – naturalmente – i valori europei. Sono alcuni dei temi al centro della nona edizione del Festival di Ventotene, l’evento annuale dell’associazione La Nuova Europa che consente ai giovani di confrontarsi sulla storia e sul futuro dell’Unione Europea, in programma dall’8 al 10 maggio 2025.
La discussione non poteva ignorare l’argomento più caldo degli ultimi mesi: i dazi. A questo proposito il vicepresidente della Commissione Europea e commissario per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto, ha ribadito l’urgenza di un accordo con gli Stati Uniti. «Bisogna lavorare come priorità assoluta a un’intesa, mi auguro che prima della scadenza dei 90 giorni si possano trovare tutte le soluzioni necessarie e utili», ha detto Fitto. Tuttavia, nel caso in cui la trattativa non andasse a buon fine, «l’Europa deve attrezzarsi per essere pronta».
Inoltre, per l’Unione Europea è cruciale presentarsi al mondo come un blocco unito, senza fughe in avanti. Lo ha detto il 9 maggio il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, chiudendo la porta a colloqui separati Germania-Stati Uniti, e al Festival di Ventotene lo ha sottolineato l’ex premier Enrico Letta. «I Paesi europei da soli non possono competere», ha dichiarato Letta. «In 30 anni il mondo è passato da 3 miliardi a 8 miliardi di abitanti e la rivoluzione tecnologica fa sì che la dimensione di un Paese determini anche in parte il suo successo economico». Di conseguenza, l’unica possibilità che l’Europa ha per essere ancora competitiva è essere unita.
Altro tema dibattuto è quello della difesa. «Oggi ci interroghiamo sui temi della difesa e della sicurezza, con una guerra ai confini dell’Europa: bisogna pensare alla difesa non rispetto alle polemiche e alle contrapposizioni, ma come strumento fondamentale che serva a garantire la sicurezza a livello europeo», ha detto Fitto. «Ho avuto un confronto con tutti i governi per avere delle indicazioni e abbiamo individuato cinque priorità, che sono acqua, casa, energia, competitività e difesa».
Sull’ultimo punto, in particolare, per Fitto «serve uno sforzo corale da parte della Commissione europea, del Parlamento e degli Stati membri per definire un piano d’azione». E anche se si aprirà «un dibattito non semplice», la Ue lavorerà «per individuare delle certezze che siano in grado di dare una prospettiva geopolitica all'Europa».
Tuttavia, secondo il vicepremier Antonio Tajani, il primo obiettivo dell’Unione Europea deve rimanere la pace. La Ue, ha detto Tajani nel messaggio preparato per il Festival, «è nata con questo obiettivo che ne rappresenta l’essenza profonda» ed è «molto più di un mercato o di una moneta: è un ideale».
Per essere centrale nel mondo, ha aggiunto il vicepremier, la Ue ha bisogno di «una rivoluzione pacifica» che parta dalle «riforme istituzionali sempre più urgenti». Ovvero «un solo presidente eletto direttamente dai cittadini, che sia presidente della Commissione e del Consiglio, oltre a dare più potere al Parlamento europeo». (riproduzione riservata)