L’Europa tira un sospiro di sollievo dopo la decisione di Trump di sospendere per 90 giorni, tranne che per la Cina, i dazi annunciati il 2 aprile. E con l’Unione Europea torna a respirare anche l’Italia, uno dei principali Paesi esportatori al mondo. Bruxelles e tutti gli Stati membri hanno preso sul serio l’apertura del presidente americano, tanto da sospendere i controdazi europei per dare una chance alle trattative.
Il presidente americano però non ha fermato tutte le tariffe: solo quelle reciproche, che comunque rimangono in vigore al 10%, sempre meglio del precedente 20% applicato all’Ue (e quindi all’Italia).
Restano invece in piedi i dazi al 25% sulle auto, questione non da poco visto che l’Italia ha una storica produzione di vetture con Stellantis, seppur con numeri in calo vista la crisi del settore. Senza dimenticare il peso delle altre case automobilistiche europee, come quelle della Germania (da Volkswagen a Bmw), altro Paese votato all’export.
Anche le tariffe del 25% su acciaio e alluminio sono ancora in vigore, circostanza che dà più valore alla mossa dell’Europa. La Commissione ha sospeso i suoi controdazi nonostante li abbia pensati proprio per rispondere a quelle che sono state le prime tariffe approvate da Trump. Un chiaro segnale di pace indirizzato agli Usa per far decollare le trattative e provare ad arrivare a zero dazi su entrambe le sponde dell’Atlantico. (riproduzione riservata)