Le azioni minerarie e i produttori di acciaio europei sovraperformano il mercato dopo che la Cina, affamata di materie prime, ha fissato un obiettivo ambizioso di crescita economica per il 2025: al 5% (deficit al 4%) e ha annunciato un taglio della produzione di acciaio per alleviare l'enorme eccedenza e ripristinare la redditività delle acciaierie. A sostenere gli acquisti anche la notizia che la Germania ha pianificato di aumentare gli investimenti in difesa e infrastrutture (fondo speciale da 500 miliardi di euro).
L'obiettivo di crescita del pil di uno dei maggiori consumatori di materie prime al mondo spinge gli acquisti su Aurubis (+7,8%), Anglo American (+3,5%), Kghm (+4,2%), Antofagasta (+6,4%), Glencore (+3,9%). I funzionari cinesi hanno, inoltre, promesso di affrontare la sovrapproduzione che sta paralizzando i settori dell'acciaio e del petrolio, poiché il governo mira a riconfigurare l'economia e raggiungere ambiziosi obiettivi di crescita. Non sono stati forniti i dettagli sui volumi che verranno tagliati nel settore, uno dei più colpiti dal crollo del mercato immobiliare, ma il mercato ha ipotizzato che la riduzione possa arrivare fino a 50 milioni di tonnellate di produzione all'anno. Così i produttori europei di acciaio stanno beneficiando della notizia: ArcelorMittal segna un +8,1%, Voestalpine un +8,6%, Thyssenkrupp un +12,8%, Salzgitter un +10,5%, Ssab un +4,3% e l’italiana Danieli un +5,12% a 31,85 euro dopo un massimo intraday a 32,15 euro.
Quest’ultima punta al massimo storico a quota 39,20 euro (toccato a giugno 2024) e beneficia anche del fatto che il produttore siderurgico cinese Donghua Iron & Steel ha commissionato a Danieli due forni ad arco elettrici (electric arc furnace) da installare nello stabilimento di Tanghan, nella provincia di Hebei in Cina. Rispetto ai forni ad arco elettrico convenzionali, la tecnologia Zerobucket di Danieli scelta dal cliente cinese garantisce una riduzione del 10% del tempo di accensione e del 40-50% del tempo di spegnimento. Oltre a una maggior produttività e a un minor consumo energetico, che si traduce in costi operativi più bassi, la tecnologia Zerobucket riduce drasticamente le emissioni dirette.
L’avvio operativo dei due nuovi forni è previsto per il secondo trimestre del 2026. Come al solito il valore dell’ordine non è stata annunciato, ma Equita pensa si tratti di un ordine di medie dimensioni. Con questo ordine, salgono a 31 i forni ad arco elettrici commissionati a Danieli da parte di clienti con la tecnologia del gruppo che è diventata un punto di riferimento per la trasformazione e l’upgrade tecnologico dell’industria siderurgica nel Paese. «La Cina rimane un mercato complicato, data la concorrenza domestica, ma ad alto potenziale anche in considerazione dell’impegno del governo a ridurre la produzione di acciaio da altoforno a forni ad arco elettrici dove Danieli ha le migliori tecnologie», spiega Equita. La Cina è oggi il primo mercato al mondo per la produzione di acciaio (il 53% circa dell’acciaio mondiale è prodotto nel Paese) e ha una produzione che è ancora per il 90% legata ad altoforni. Il titolo Danieli tratta a 8,5-7,5 il p/e adjusted 2025-2026 ed Equita ha ribadito il rating buy e il target price a 40 euro sull’azione. (riproduzione riservata)