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Dalle considerazioni alle raccomandazioni, Italia in primo piano
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Dalle considerazioni alle raccomandazioni, Italia in primo piano

di Angelo De Mattia
MF - Numero 107 pag. 16 del 02/06/2021

Oggi, a due giorni dalla lettura delle Considerazioni Finali del governatore Ignazio Visco, leggeremo le Raccomandazioni di primavera della Commission e Ue che, secondo le anticipazioni, per l’Italia toccheranno con preoccupazione i problemi del debito, della produttività, del mercato del lavoro, ma anche del settore bancario. Si potrà rilevare fino a che punto le valutazioni del governatore e le indicazioni che egli ha dato sulle riforme da introdurre e le politiche da adottare rispondano in anticipo agli inviti della Commissione. Uno dei miglior paragrafi delle Considerazioni tratta proprio delle innovazioni da apportare all’architettura e al funzionamento dell’Unione, a partire dalla previsione di un bilancio e di un debito comuni per passare alle modifiche da introdurre nel target di inflazione della Bce per ottemperare al mandato concernente il mantenimento della stabilità dei prezzi e nei contenuti dello stesso mandato. In una fase ancora di sospensione del Patto di stabilità, del Fiscal compact e, per diversi aspetti, del divieto di aiuti di Stato, le Raccomandazioni europee hanno un valore minore rispetto a quello consueto, dovendosi valutare la situazione anche alla luce delle normative e degli assetti istituzionali che seguiranno alla sospensione, a partire dal 2023. Tuttavia, si tratterà pur sempre di richiami di cui si dovrà tener conto nella misura in cui essi risulteranno fondati. Importante sarà raffrontare i preannunciati rilievi agli impegni del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alle connesse riforme, ma pure alle politiche in materia di mercato del lavoro e di sistemi di protezione sociale, nonché alla situazione del settore bancario. Insomma, sono in evoluzione iniziative di revisione di cui non potrà non tenersi conto, sia pure in presenza di un debito pubblico ora intorno al 160% del pil che non si potrà significativamente ridurre senza una grande spinta alla crescita e una programmazione pluriennale delle necessarie misure. Queste, però, dovranno essere inquadrate in un Patto di stabilità da rivedere sostanzialmente. Quanto alle banche, sarebbe grave non riconoscere i progressi finora compiuti. Certo, vi è da agire ancora per la sistemazione dei prestiti deteriorati, da operare sul modello di business delle banche e da programmare anche aggregazioni che, però, Visco vede finalizzate solo a una maggiore redditività e prevalentemente destinate agli istituti minori. Fondamentale è rispondere alle sfide della digitalizzazione. Sono, tuttavia, controverse le innovazioni che si vorrebbero introdurre per le banche più piccole per le quali sembra in atto un processo di omogeneizzazione a livello di settore che contrasta con il declamato rispetto della «biodiversità». Si tratta, comunque, di un sistema che, nel complesso, segna evidenti avanzamenti, mentre dal versante comunitario occorrerebbe aver presente l’antico brocardo imputet sibi perché una parte dei problemi nasce pure per regole e controlli spesso burocraticamente «tuzioristici» che non hanno sostenuto adeguatamente lo sforzo di ripresa del sistema. Nelle Considerazioni si parla del contemperamento, da parte della supervisione, delle due esigenze, continuare il sostegno all’economia, da parte degli istituti, e presidiare i rischi. Purtroppo, il contemperamento si è spesso tradotto in uno sbilanciamento a favore del presidio dei rischi. Oggi, comunque, leggeremo le Raccomandazioni e si spera che su osservazioni che risultassero di debole o nullo fondamento, innanzitutto, il governo replichi prontamente senza alcun «nicodemismo» o «lip-service». Si sta strombazzando una decisa sintonia tra le Considerazioni del governatore e la posizione del governo Draghi. Se così è effettivamente, allora giudizi che fossero avventati da parte della Commissione meriterebbero una risposta netta, senza mediazioni. (riproduzione riservata)



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