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Dalle Alpi al mercato globale: perché St. Moritz, Gstaad e Cortina sono le nuove capitali dell’arte da collezione

Complice il boom del real estate di lusso, l’arrivo di billionaire internazionali, le grandi fiere e le Olimpiadi Milano Cortina, il mercato dell’arte in montagna vive una nuova età dell’oro, con opere milionarie, collezionisti globali e una visione sempre più lifestyle

di Roberta Olcese
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Non è una novità: le località di montagna più prestigiose da sempre ospitano gallerie d’arte altrettanto prestigiose. Ma se fino poco tempo fa le opere trattate portavano la firma di autori più legati al territorio, per accontentare una clientela locale, negli ultimi tempi si è visto un cambio di rotta e gli art dealers ormai trattano artisti quotati a livello mondiale e dal valore a sei zeri.

Pink Mirror Carousel dell’artista tedesco Carsten Höller al Kulm Hotel di St. Moritz. Photo @Pierre Björk.
Pink Mirror Carousel dell’artista tedesco Carsten Höller al Kulm Hotel di St. Moritz. Photo @Pierre Björk.

Merito dell’impennata del real estate (aumentando il prezzo al metro quadro, aumenta la presenza di billionaire che comprano proprietà); di fiere (una su tutte, la svizzera Art Basel), esibizioni (l’ultima, l’installazione monumentale dell’artista tedesco Carsten Höller Pink Mirror Carousel, sulla pista di pattinaggio di fronte al Kulm di St. Moritz) ed eventi (le Olimpiadi Milano Cortina) dal respiro internazionale e del fatto che ormai quelle che venivano considerate seconde case, oggi sono abitate per lunghi periodi durante tutto l’anno e, come tali, molto più curate.

Lo stato dell’arte tra St. Moritz e Gstaad

Una veduta di st. Mortiz. (Foto di Sepp Rutz su Unsplash)
Una veduta di st. Mortiz. (Foto di Sepp Rutz su Unsplash)

Il cambio di passo in Engadina è arrivato una quindicina di anni fa, località da sempre amata dal jet set internazionale, facilmente raggiungibile dall’aeroporto privato di Samedan, dove i prezzi delle case toccano i 39mila euro al mq. «Quando abbiamo aperto noi, nel 2007, le gallerie erano pochissime: oggi non si contano, ci sono turisti che vengono qui quasi esclusivamente per acquistare opere», racconta Monica De Cardenas.

Tra gli artisti preferiti e più esposti di Monica De Cardenas nella galleria di Zuoz (St. Mortiz) c'è Alex Katz. Qui, Reflection with Kirsten.
Tra gli artisti preferiti e più esposti di Monica De Cardenas nella galleria di Zuoz (St. Mortiz) c'è Alex Katz. Qui, Reflection with Kirsten.

«Sembra assurdo, ma vendo più quadri di Alex Katz nella sede di Zuoz, un paese antico decentrato rispetto a St. Moritz, che a Milano: in vacanza c’è più tempo per fare acquisti. Il nostro è un pubblico internazionale, di italiani, tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli e americani: c’è un continuo ricambio di persone che comprano casa e pezzi d’arte per arredare. La forbice è tra i 4mila fino a 600mila euro, per arrivare al milione con i lavori di Alex Katz», racconta la gallerista. Nel suo spazio sono presenti anche lavori dello scultore svizzero Stephan Balkenhol (una sua opera del 2023, Woman with beret, costa 55mila euro) e del pittore zurighese Tomas Huber (tra gli 8mila euro per gli acquarelli ai 100mila per i quadri più grandi).

Un Concetto Spaziale di Fontana da Robilant+Voena Gallery, St. Moritz.
Un Concetto Spaziale di Fontana da Robilant+Voena Gallery, St. Moritz.

«Americani, iraniani, iracheni: a St. Moritz passano tutti», spiega il dealer Marco Voena, di Robilant+Voena Gallery, aggiungendo che questo tipo di appassionati fa shopping senza troppi sensi di colpa. «Spendono senza problemi tra i 100 e i 400mila euro per volta, ma possono arrivare anche a 2,5 milioni di euro, come è successo con un Fontana venduto a un imprenditore della moda». Tra i suoi clienti, la sceicca Al-Mayassa bint Hamad Al-Thani, sorella del sultano del Qatar, e i Lauder. La potenza di St. Moritz è «il continuo ricambio di persone, uno slam da tutti i continenti, e l’alta capacita di ricezione in alberghi di lusso».

Dalle Alpi al mercato globale: perché St. Moritz, Gstaad e Cortina sono le nuove capitali dell’arte da collezione

Hauser & Wirth nella galleria in centro a St. Moritz (qui sopra) tratta artisti internazionali come l’italiano Fabio Mauri, ma è molto attenta a quelli legati al territorio, «per celebrare l’incredibile significato culturale della regione e intercettare il pubblico locale e internazionale», spiegano. L’ultimo nell’ordine è Alberto Giacometti: l’artista svizzero nato a Stampa nei Grigioni (dove c’è un museo a lui dedicato), trova i suoi migliori acquirenti negli Stati Uniti.

Alberto Giacometti è in mostra alla Hauser & Wirth di St. Moritz. Tra le opere dell'artista, molto amato dal pubblico americano, Silsersee (Lake Sils) 1921-1922.
Alberto Giacometti è in mostra alla Hauser & Wirth di St. Moritz. Tra le opere dell'artista, molto amato dal pubblico americano, Silsersee (Lake Sils) 1921-1922.

Hauser & Wirth, oltre essere presente in quasi tutto il mondo, in Svizzera ha altre tre sedi: Lugano, Basilea e Gstaad dove apre su appuntamento le porte del Vieaux Chalet, già di Gunther Sachs, per scoprire lavori di Picasso, Joan Miró, Alexander Calder, Louise Bourgeois, Philip Guston, Piero Manzoni. Rimanendo nell’Oberland bernese, Gagosian sulla Promenade espone via via le blue chip del mercato, da Urs Fischer a Sterling Ruby.

Dalle Alpi al mercato globale: perché St. Moritz, Gstaad e Cortina sono le nuove capitali dell’arte da collezione

Nonostante il boom immobiliare (gli chalet toccano i 50mila euro al mq) e l’alto tasso di Paperoni senza limiti di spesa, Patrica Low rimane fedele alla sua filosofia. «Sono 25 anni che ho aperto la mia galleria, prima di me non c’era niente. Non seguo le mode del momento, continuo per la mia strada». Che è quella di promuovere giovani artisti, come Iva Lulashi e Yves Scherer, accostandoli a grandi nomi: Patricia ha invitato a esporre nel villaggio alpino il duo Gilbert & George (sopra), il maestro Michelangelo Pistoletto e Mario Testino. La preoccupazione, invece, riguarda il ricambio generazionale, che a Gstaad langue, e il rischio è che i collezionisti tradizionali col tempo comprino meno.

A Cortina le Olimpiadi saranno un trampolino di lancio per il mercato?

Dalle Alpi al mercato globale: perché St. Moritz, Gstaad e Cortina sono le nuove capitali dell’arte da collezione

A Cortina, invece, il ricambio generazionale non solo c’è, ma rappresenta anche un incentivo per i galleristi. «Accanto ai collezionisti storici, si affianca un pubblico nuovo, più giovane e internazionale, particolarmente attento all’arte contemporanea e alla fotografia: per loro non è solo investimento, ma parte integrante dello stile di vita», racconta Sonia Farsetti, titolare con la famiglia della casa d’asta e delle gallerie FarsettiArte, con indirizzi a Prato, Milano, Cortina. Quest’ultima, per le Olimpiadi, ospita la sede di Casa Italia Cortina (sopra) occasione giusta per ammirare i gradi maestri italiani del ’900 come de Chirico, Severini, Guttuso, Balla, De Pisis, Fontana, e stranieri, due su tutti Keith Haring e Andy Warhol.

Filippo de Pisis Cortina, 1927, in mostra a Casa Italia Cortina, grazie a Farsettiarte.
Filippo de Pisis Cortina, 1927, in mostra a Casa Italia Cortina, grazie a Farsettiarte.

Proprio i Giochi Invernali rappresentano un trampolino di lancio per l’arte, in quanto «potrebbero segnare la svolta per ampliare il dialogo con un nuovo pubblico, favorendo l’incontro tra mondi diversi e contribuendo a rendere il mercato più dinamico e trasversale», conclude Sonia Farsetti.

Dalle Alpi al mercato globale: perché St. Moritz, Gstaad e Cortina sono le nuove capitali dell’arte da collezione

Per Stefano Contini, dell’omonima galleria (qui sopra) che da sempre espone per i collezionisti in vacanza opere iconiche di Botero, Lorenzo Quinn, Manolo Valdés, Atchugarry, Igor Mitoraj: «l’evento invernale ci promuoverà nel mondo, ma i risultati di tutta questa visibilità li vedremo nei prossimi anni». Intanto le quotazioni raggiungono le vette più alte. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 08/02/2026 08:08
Ultimo aggiornamento: 08/02/2026 08:08
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