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Dal Politecnico a Porsche: la rivoluzione della nautica elettrica sbarca a Villa d’Este

Sul Lago di Como, la sesta edizione di Villa d’Este Style Electric Yachting ha riunito università, cantieri e aziende per esplorare il futuro della nautica elettrica. Tra prototipi innovativi, imbarcazioni a zero emissioni e nuove tecnologie, sostenibilità e lusso navigano insieme

di Roberto A. Tagliabue
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La cornice, quell’altro ramo del Lago di Como, tra l’esclusivo hotel Villa d’Este a di Cernobbio e il lungolago con il Tempio Voltiano, già esclusiva per la sesta edizione di Villa d’Este Style Electric Yachting. Manifestazione nata e sviluppata sotto l’egida della Fondazione Alessandro Volta, ha riunito quattro atenei italiani con i cantieri nautici che operano nel settore della tecnologia elettrica applicata alla navigazione.

Dal Politecnico a Porsche: la rivoluzione della nautica elettrica sbarca a Villa d’Este

Due momenti hanno caratterizzato la mattinata: l’esposizione dei progetti universitari seguita dalla tavola rotonda con i cantieri impegnati nel settore.

I giovani del Politecnico di Milano hanno presentato un prototipo dinamico del Team Polimi Energy Boat, seguiti dall’esposizione dai progetti dell'Università di Bologna con il Team Argonauts UniBo e del Politecnico di Torino con il Team Polito H2Fly, tutti e tre da qualche anno impegnati a partecipare alla competizione che si svolge nelle acque del Principato di Monaco. Hanno terminato la sessione docenti e studenti dell'Università di Trieste con altri progetti.

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In seguito, i cantieri internazionali hanno illustrato lo stato dell’arte della nautica elettrica, in particolare: il Cantiere Ernesto Riva, con le sue imbarcazioni ER Revolution e E-Next Tender, Frauscher e Porsche con la 790 Spectre, seguito da Ecoline Marine. È stato poi presentato il modello Seal di Vita e le storiche realizzazioni del Cantiere Matteri, presenti con i modelli Lucia Eta beta 3000 e il Dinghy Strupolo, insieme a loro anche il Cantiere ABC Boat. Strategico l’apporto infrastrutturale dei sistemi di ricarica rapida di Aqua superPower. Interessante la testimonianza degli austriaci di Frauscher, realtà che sin dalla metà degli anni 50 è stata costretta, per le stringenti leggi austriache, a utilizzare propulsori non a combustione per la navigazione nelle acque interne. Il costante impegno negli anni li ha portati a poter proporre oggi soluzioni in grado di offrire eccellenti prestazioni con un comfort superiore ai sistemi tradizionali.

Dal Politecnico a Porsche: la rivoluzione della nautica elettrica sbarca a Villa d’Este

Analogie e differenze con la transizione energetica in atto nel settore automotive hanno messo in evidenza le problematiche che caratterizzano il settore: i cantieri nautici sono aziende piccole (non solo in confronto ai colossi dell’auto), con limitate disponibilità di investimenti in ricerca e sviluppo: non a caso Frauscher sfrutta proprio la tecnologia di Porsche; l’altro è l’assenza di una capillare rete di ricarica, ancora in fase di progettazione più che di realizzazione, con limiti della rete elettrica in prossimità dei punti d’impiego. L’aspetto positivo però vede le acque interne molto più adatte alle imbarcazioni elettriche, sia per la modesta lunghezza dei percorsi, sia per le intrinseche limitazioni in termini di velocità e di generazione di onde. Altro scenario d’applicazione per imbarcazioni elettriche sono i tender di grandi yacht, facilmente ricaricabili con i generatori delle imbarcazioni e adatti a percorrere brevi distanze.

Dal Politecnico a Porsche: la rivoluzione della nautica elettrica sbarca a Villa d’Este

Giuseppe Fontana, presidente del cda Villa d’Este S.p.A, colpito dall’entusiasmo emerso dalle esposizioni dei giovani studenti, ha dichiarato: «È sempre emozionante vedere come Villa d’Este possa trasformarsi in un luogo d’incontro tra passione, innovazione e ingegno, dove prendono forma progetti di altissimo livello capaci di guardare concretamente al futuro. I lavori presentati dagli studenti e professori universitari testimoniano l’impegno, la creatività e la visione delle nuove generazioni, mentre il confronto con i rappresentanti dei cantieri dimostra come questa sinergia sia già una realtà concreta. Un dialogo virtuoso che sostiene il nostro territorio, ne valorizza le eccellenze e contribuisce a promuovere una prospettiva di sviluppo e turismo sostenibile».

A seguire, nonostante le condizioni meteo sfavorevoli, gli studenti hanno messo in acqua i prototipi che, con le altre imbarcazioni elettriche condotte dai cantieri, hanno reso omaggio all’inventore con una parata al Tempio Voltiano di Como. L’appuntamento è per il prossimo anno, come ha voluto sottolineare Annarita Polacchini, rappresentante del cda della Fondazione Volta: «L’innovazione rappresenta da sempre uno dei valori centrali perseguiti dalla Fondazione e assume un significato ancora più importante in questo periodo, in vista delle celebrazioni per il bicentenario di Alessandro Volta, che accompagneranno il prossimo anno. Un’occasione unica per valorizzare il legame tra ricerca e mercato, rappresentata da un lato dalle Università di Bologna e Trieste e dei Politecnici di Milano e Torino e dai cantieri, con tecnologie di punta che vengono sviluppate nel rispetto del territorio, della sostenibilità ambientale e economica».

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Percorso non facile ma prestigiose realtà come Villa d’Este, che non solo promuove l’evento ma che già dispone nella propria flotta di imbarcazioni elettriche di Ernesto Riva, servono come dimostrazione di quanto l’idea e la realizzazione di una modalità di navigazione a minor impatto ambientale possa creare anche un nuovo concetto di stile, sostenibile e silenziosamente rispettoso dei preziosi luoghi.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/06/2026 12:31
Ultimo aggiornamento: 23/06/2026 17:27
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