Dal fashion al food, passando per aerospace e deep tech fino ad arrivare all’intelligenza artificiale. Che adesso è pronta ad allargarsi a nuove realtà come Ima, il gruppo del packaging della famiglia Vacchi. È una rete fittissima di investimenti quella messa in piedi negli anni da Angelo Moratti, uno dei primi e principali angel investor italiani, che tramite la sua Milano Investment Partners (Mip) e Angel Capital Management sostiene alcune delle nuove imprese più note in Italia e a livello globale, come Poke House, Miscusi, Velasca fino ad arrivare a iGenius (di cui è divenuto giorni fa membro del cda) o Jellatech. Un impegno molto più industriale da quello che si pensa, come si deduce da quanto dichiarato in un’intervista a maggio: «Faccio fatica a pensarmi come un attore della finanza. Trent’anni di venture capital mi hanno portato in mondi molto lontani da quello».
Investimenti sì, ma industriali e con una buona dose di innovazione e componente tecnologica. Una strategia che si fonde con la grande rete di relazioni create in questi anni di investimenti e progetti e anche dettate dal prestigio della famiglia, una delle più importanti d’Italia. Ed è forse partendo anche da queste considerazioni che Angelo Moratti ha deciso di tuffarsi nuovamente nell’attività del multi family office tramite Opera, il nuovo veicolo creato da due manager di fiducia di Moratti, Paolo Gualdani (ceo di Angel Capital Management e vicepresidente di Mip) e l’ex Goldaman Sachs, Filippo Boni. Ed è proprio tramite questa newco che arriva l’ultima mossa del re del venture capital italiano. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza da documenti visionati, a luglio è stato creato il veicolo Opera 1 per investire in Alps Holding, la società in cima alla catena societaria che controlla Ima – creata con l’ingresso di Bdt & Msd Partners – e in cui hanno investito alcune delle più ricche famiglie italiane.
In particolare, Opera 1 ha condotto un aumento di capitale da circa 10 milioni di euro, tramite il quale sono entrati: la famiglia del’imprenditore vicentino Toni Spezzapria (tramite Ts Srl e Gs Srl) con il 39,6%, la Ribox della famiglia nordestina Riello al 19,8%, Moratti con la Angel Capital al 14,85%, la Mediolanum Farmaceutici della famiglia Del Bono al 9,9%, la Athanor di Gualdani (anche se ora risulta scheramata da una fiduciaria) al 4,95%, il banker di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Bank Sandro Berra al 3,3%, la Finice di Alessandro Maroli (ceo di Brema Group) al 3,3% e Alfab (3,3%) la cui proprietà risulta schermata dalla fiduciara creata da Intesa Sanpaolo Sirefid.
In questo modo, il salotto messo in piedi da Angelo Moratti e insieme con Boni e Gualdani si aggiungerà a un parterre importante di investitori che hanno sottoscritto quote di Alps come la famiglia Maramotti, fondatrice e proprietaria di Credem e Max Mara, e la famiglia Doris, principale azionista di Banca Mediolanum, Leonardo Maria Del Vecchio attraverso il suo family office Lmdv Capital. L’ingresso è stato reso possibile per via di un aumento di capitale da 504 milioni (che attribuisce circa 165 mila azioni) varato da Alps Holding. Fino a maggio, questa ricapitalizzazione era stata eseguito solo per circa 270 milioni, per cui il club messo in piedi da Moratti ha evidentemente sottoscritto una quota di questa parte restante.
Quest’ultima avventura che l’angel investor Moratti ha deciso di intraprendere, non distoglierà la sua attenzione dagli investimenti in startup. Soprattutto perché gli affari, nonostante anni difficili per il mondo del venture capital globale, stanno andando molto bene. Guardando infatti il bilancio 2023, visionato da questo giornale, Milano Investment Partners ha chiuso l’anno raggiungendo un utile netto di oltre 587 mila euro dai 161 mila dell’anno prima, che al lordo delle imposte risulta essere di 899 mila euro. Le commissioni nette sono salite da 3,5 milioni a 4,34 milioni di euro, con un risultato netto della gestione finanziaria di 4,31 milioni dai 3,37 dell’anno prima. Le riserve di utili sono salite leggermente a 1,27 milioni, così come il patrimonio netto è arrivato a 1,96 milioni da 1,37 milioni di fine 2022.
I risultati sono frutto dell’attento lavoro di screening fatto dal team di gestione, che nel corso degli anni, dalla creazione tra il 2017 e il 2018, ha continuato a creare nuove attività per incrementare le occasioni di investimento e allargarsi a nuovi e promettenti settori. Solo nel 2023, mentre nel mondo calavano raccolte e investimenti, la Mip di Moratti ha condotto tre importanti investimenti nel deep tech tramite il fondo alternativo e riservato Cliffs, lanciato nel 2021 (contemporaneamte a U-Start Ventures, il multi-comparto dedicato alla realizzare club deal) e dedicato proprio ad investimenti verticali nel deep-tech, prevalentemente in aziende early-stage e sul mercato Usa. Lo scorso anno sono così arrivati gli investimenti in Jellatech, società biotecnologica americana che sviluppa una piattaforma per produrre proteine complesse (tramite un round seed da 3,5 milioni di dollari), e nel round di Serie B da 32 milioni di dollari in Machina Labs, gruppo che unisce intelligenza artificiale e robotica per produrre rapidamente prodotti avanzati in metallo e compositi. Quest’anno invece è stata la volta di Qauise Energy, uno sviluppatore di sistemi di grossa scala di perforazione a onde progettati per l’accesso al calore geotermico profondo. Mip – tramite Cliffs – ha preso parte al round di Serie A1 da 21 milioni che servirà a migliorare la comprensione geologica presso le sedi degli impianti pilota, consentendo quindi di identificare le aree più vantaggiose per la perforazione iniziale.
Come detto, Moratti non opera solo tramite Mip. Una delle più importanti operazioni (anche per il tenore mediatico che ha avuto in Italia) è arrivata tramite la sua Angel Capital Management, che a febbraio è salita al 2,04% di iGenius l’unicorno italiano che utilizza l’Ai per offrire servizi di analisi alle aziende. Un legame importante con l’azienda fondata dal ceo Uljan Sharka, come dimostrato dalla recente cooptazione di Moratti nel cda della società da oltre 1 miliardo di valutazione. Nel corso di quest’anno, però, l’investitore si è dedicato anche ai club deal. A parte quello lanciato per entrare in Ima, Moratti risulta tra i sottoscrittori di Ruck 2 (con l’1,18%), il veicolo lanciato dalla H14 di Luigi, Barbara ed Eleonora Berlusconi, in cui figurano anche le famiglie Barila, Marzotto e Doris, salito del 12% in E80 e arrivato a detenere il 37%. Capire la scelta di Moratti è semplice osservando il forte interesse mostrato verso la tecnologia. E80 Group è infatti attivo nella produzione di soluzioni logistiche integrate automatizzate per imprese produttrici di beni di largo consumo, prevalentemente nei settori food, beverage e tissue e annovera clienti internazionali come Nestlé, Coca-Cola, Niagara Bottling e molti altri. A oggi ha realizzato 400 smart factory in diverse parti del mondo, installando oltre 2.700 sistemi robotizzati, più di 7 mila veicoli automatici a guida laser e, dal 2016, 50 magazzini automatici ad alta densità e contando su una presenza mondiale. (riproduzione riservata)