Risultati trimestrali ampiamente oltre le attese per il gruppo Daimler, che ha conseguentemente deciso di rivedere al rialzo l'outlook per gli utili dell'intero 2021. L’azienda produttrice tedesca di automobili ha infatti alzato i propri obiettivi annuali relativi ai margini delle divisioni Mercedes-Benz e Mobility, dopo aver chiuso il primo trimestre con un'impennata dell'utile e dei ricavi, ma ha avvisato che la scarsità globale di semiconduttori potrebbe continuare ad avere un impatto sulle vendite nel secondo trimestre.
Nello specifico, la casa automobilistica ha visto crescere il suo utile da 94 milioni di euro a 4,29 miliardi di euro su base annua nel primo trimestre fiscale. Il suo fatturato, inoltre, è avanzato del 10%, passando a 41,02 miliardi di euro. L'azienda ha fatto sapere che la performance brillante è stata frutto soprattutto dello slancio osservato in Cina (vendite cresciute del 60%), del forte mix di prodotti e di un sistema di prezzi favorevole e ha confermato i dati preliminari precedentemente annunciati, che prevedevano un ebit di 5,75 miliardi di euro e un ebit adjusted di 4,97 miliardi di euro.
Alla luce del risultato, il gruppo guidato da Ola Kallenius ha rivisto al rialzo le stime annuali per le divisioni Mercedes-Benz Cars & Vans e Daimler Mobility. Per la prima, ora prevede un ritorno sulle vendite rettificato tra il 10% e il 12%, rispetto alla precedente stima tra l'8% e il 10%, mentre si stima un rendimento rettificato tra il 14% e il 15% per l'unità Mobility, a fronte della precedente previsione tra il 12% e il 13%. L'azienda, infine, ha confermato l'outlook riguardante le vendite, i ricavi e l'ebit per il 2021, attesi nettamente al di sopra del livello dell'anno precedente, nonché la guidance sui margini per la divisione Daimler Trucks & Buses.
La revisione al rialzo dei target sui margini delle divisioni Mercedes-Benz e Mobility di Daimler "è incoraggiante", notano da Rbc Capital Markets, in particolare vista l'attuale incertezza sull'impatto della carenza di semiconduttori. "Sembra che i fornitori e il mercato di massa degli Oem ne stiano risentendo di più rispetto al mercato premium", aggiunge Rbc, dopo aver esaminato i risultati del primo trimestre di Daimler. "Sarà da vedere ora se, sul lungo termine, Daimler riuscirà a mantenere questi livelli di margini per la divisione Cars & Vans oltre il 2021", conclude Rbc.
La carenza di chip è un problema assai diffuso tra le diverse grandi case automobilistiche, e diversi nomi, tra cui General Motors, Stellantis, Ford Motor e la grande rivale di Daimler, Volkswagen, ne hanno già risentito e sono stati costretti a tagliare la produzione. La stessa Daimler, all'inizio di questa settimana, ha dovuto tagliare l'orario di lavoro per ben 18.500 dipendenti, facendo sapere che la produzione in due stabilimenti in Germania sarebbe stata momentaneamente sospesa a causa della carenza di chip.
Daimler ha fatto sapere che benché "la visibilità sia limitata al presente", prevede una qualche ripresa della disponibilità di chip nella seconda metà dell'anno. Tuttavia, l'azienda tedesca ha anche specificato di aspettarsi ancora che l'utile operativo quest'anno sia significativamente superiore a quello del 2020, grazie alla ripresa dell'economia globale dai portati dal coronavirus. "Dopo questo inizio promettente, siamo fiduciosi di poter tenere il ritmo per migliorare i nostri margini in maniera sostenibile, espandendo nel contempo la nostra gamma di veicoli elettrici", ha spiegato in un comunicato il cfo del gruppo, Harald Wilhelm. Attualmente, il titolo Daimler, quotato in Germania, scambia in rialzo dello 0,89% a 74,4342 euro. (riproduzione riservata)