I riflettori sui conti del primo trimestre 2025 di Tesla si accenderanno il 22 aprile, a mercati americani chiusi, e gli investitori si aspettano di vedere progressi su numerosi dossier, dai modelli più economici fino ai robotaxi, passando per un paio di questioni più strettamente finanziarie.
La trimestrale arriva in un momento di difficoltà per la casa automobilistica di Elon Musk, reduce da un crollo delle vendite nei primi mesi dell’anno e da un bagno di sangue in borsa, dove in quattro mesi – tra dicembre 2024 e aprile 2025 – il titolo ha più che dimezzato il valore. Intorno alle 18 del 21 aprile, le azioni trattavano in netto calo, cedendo il 7%.
Gli investitori sono ansiosi di sapere quando Tesla presenterà il tanto atteso veicolo elettrico a basso costo. Musk ha promesso che il lancio avverrà entro la metà del 2025 per rivitalizzare le vendite e contrastare la concorrenza cinese.
Secondo quanto riportato da Reuters, la società ha in cantiere una versione semplificata e più economica della Tesla Model Y, ma la produzione è stata ritardata per mesi. «La Tesla a basso costo potrebbe essere l’unica cosa che potrebbe far cambiare idea al mercato. Se finirà per essere solo una versione scarna della Model Y, sarebbe deludente. Elon ha davvero bisogno di rispettare le scadenze e di fare centro con questo veicolo», sostiene Will Rhind, amministratore delegato di GraniteShares (Etf).
Il secondo tema caldo è il progetto del robotaxi. Musk ha promesso che i servizi di trasporto autonomo saranno lanciati a giugno 2025 in Texas e poi in California. Tuttavia, restano preoccupazioni sulla sicurezza e la validità della tecnologia.
In più, il progetto ha accumulato pesanti ritardi nella produzione e rischia di rallentare ancora visto che, secondo Reuters, l’azienda americana ha messo in pausa le importazioni di componenti dalla Cina dopo che i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono saliti al 145%.
Altre due questioni aperte sono di carattere finanziario e contabile. La prima riguarda la marginalità. Gli analisti di Visible Alpha hanno stimato un margine lordo medio dell’11,8% per il settore automobilistico nel primo trimestre 2025, in calo rispetto al 13,6% del quarto trimestre 2024. «Ci aspettiamo che il volume delle consegne abbia la priorità sul margine lordo dell’auto», ha detto Edison Yu, analista di DeutscheBank, aggiungendo che questo potrebbe avere un impatto sulla redditività. Nel 2024 il margine lordo di Tesla è stato del 17,9%, in lieve contrazione dal 18,2% del 2023.
In più, Tesla deve fare chiarezza su una discrepanza contabile. Secondo il Financial Times, dai bilanci del gruppo emerge un gap di 1,4 miliardi tra le spese dichiarate e il valore effettivo degli asset acquistati: nel secondo semestre 2024 Tesla ha riportato 6,3 miliardi di investimenti, ma il valore dichiarato nel bilancio è aumentato solo di 4,9 miliardi. Una classificazione aggressiva delle spese operative come investimento, è la tesi del quotidiano britannico, può essere usata per gonfiare gli utili.
Infine, dove può arrivare Tesla sul mercato? I numeri stellari di dicembre, quando il titolo ha raggiunto un massimo di oltre 480 dollari, sono ormai un lontano ricordo. In pochi mesi le azioni hanno perso oltre il 50%, bruciando più di 400 miliardi di capitalizzazione, e all’apertura dei mercati il 21 aprile valgono meno di 230 dollari. La domanda che gli investitori si fanno ora è quanto la società di Musk può recuperare.
Secondo Cathie Wood, ceo di Ark Investment, il titolo rimane promettente e può salire fino a 2.600 dollari in cinque anni. Tuttavia, altri money manager sono meno ottimisti. Gli analisti di Barclays, ad esempio, hanno appena tagliato il target price di Tesla a 275 euro dai precedenti 325, aspettandosi una trimestrale piuttosto debole. Gli esperti sono preoccupati dal complesso contesto economico e politico, in cui Tesla è direttamente invischiata a causa del ruolo di Musk, capo del Dipartimento di Efficienza del governo (Doge). (riproduzione riservata)