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Dai cantieri nautici alla montagna, i progetti di Giovanna Vitelli

Alla guida dell’azienda di famiglia Azimut Benetti, Giovanna segue le orme tracciate dal padre Paolo Vitelli

di Ilaria De Bartolomeis
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Un antico villaggio, nascosto in una valle sopra a Champoluc, che si affaccia sui ghiacciai del Monte Rosa. Un luogo-non-luogo in cui la montagna si fa sentire con forza e in cui ancora si respira lo spirito intraprendete del popolo Walser che vi si è insediato all’inizio del XIV secolo. Qui, a Mascognaz, Paolo Vitelli, fondatore del gruppo nautico Azimut Benetti che ha chiuso il 2024 con ricavi di 1,3 miliardi di euro e un portafoglio ordini che si estende fino al 2029, ha trovato oltre vent’anni fa il proprio luogo dell’anima e ha scelto di condividerlo facendone una destinazione di ospitalità unica al mondo: l’Hotellerie de Mascognaz. Oggi è la figlia Giovanna, già alla guida dei cantieri di famiglia, a portare avanti il sogno del padre in una logica di continuità, ma non senza metterci del proprio.

Dai cantieri nautici alla montagna, i progetti di Giovanna Vitelli

Gentleman. Mascognaz è stato il progetto del cuore di suo padre e l’argomento di molte conversazioni di famiglia. Come è iniziato tutto?

Giovanna Vitelli. Quando avevo 24 anni mio padre ha acquisito un primo rascard (la tipica abitazione in legno e pietra dell’architettura Walser, ndr) e allora, durante un pic nic, mi ha chiesto se nelle mie intenzioni ci fosse stata quella di avere molti figli. In tal caso mi avrebbe destinato quella proprietà dotata di otto camere da letto, altrimenti l’avrebbe considerata l’inizio di un progetto di ospitalità pensato per riportare in vita quell’antico villaggio della Val d’Ayas. Concordi sulla seconda opzione, nel tempo ha acquistato le altre dimore che compongono l’attuale albergo diffuso. Lavorare a questo progetto ha sicuramente rappresentato una delle più grandi passioni di mio padre: gli ha dedicato un tempo spropositato e oggi quel suo trasporto si respira in ogni dettaglio o scelta.

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G. Portare avanti questa eredità è una grande responsabilità, sia emotiva che di business?

G.V. Assolutamente sì. Mascognaz continua a rappresentare un family affair. Quando lui è mancato mi sono trovata catapultata in un mondo che fino ad allora avevo vissuto da vicino, ma senza averne responsabilità. Il primo impatto non è stato semplice, ma ha immediatamente prevalso la volontà di dare seguito agli sforzi da lui compiuti, per completarne il progetto. Ho invitato a Mascognaz direttori di hotel e di grandi catene, guru del mondo hospitality e della ristorazione: avevo bisogno di un confronto terzo per capire quale direzione prendere per portare avanti l’eredità dello spirito di mio padre e per comprendere quale mio contributo avessi potuto aggiungere. Ho trascorso lunghi periodi a Mascognaz, mettendo in campo un atteggiamento di ascolto, e presto ho capito che sarebbe stato riduttivo intendere il luogo esclusivamente come un hotel: il suo valore sta nella sua dimensione autentica di villaggio di montagna. Questo significa che il percorso in motoslitta necessario per raggiungere la destinazione durante l’inverno rappresenta l’inizio dell’esperienza, l’incipit di un racconto di avvicinamento a una dimensione fuori dal mondo e dal tempo.

Dai cantieri nautici alla montagna, i progetti di Giovanna Vitelli

G. Quali scelte ha fatto per restituire quel senso del villaggio di montagna di cui parla?

G.V. Il 22 giugno, in occasione dell’apertura della stagione estiva, abbiamo organizzato una vera e propria festa del villaggio, come quelle di un tempo. Abbiamo acceso il forno per preparare il pane di segale e abbiamo riportato in vita la tradizione del bue grasso. Poco distante dai rascard abbiamo allestito un girarrosto di dimensioni smisurate su cui è stato issato l’animale intero: per cuocerlo ci sono voluti due giorni. Sempre nell’ottica di risvegliare l’originario spirito comunitario abbiamo aperto una boutique in cui proponiamo manufatti locali d’eccellenza, i tessuti in canapa, le famose giacche Valgrisa, i prodotti di bellezza formulati con erbe di montagna. Non da meno sono le attività di scoperta della montagna in compagnia della nostra guida Nerinka: giornate di trekking, ciaspolate e sci alpinismo, visite dei villaggi della zona per conoscere le tradizioni Walser. Ma anche un calendario di incontri culturali, con scrittori e musicisti, e di programmi pensati per dedicarsi al proprio equilibrio psico-fisico a contatto con la natura. L’intento è quello di raccontare la montagna nella sua dimensione più autentica per stimolare il desiderio di scoprirla, anche attraverso l’esperienza gastronomica studiata dalla nostra chef Veronica Forchielli, che si è formata alla scuola di Niko Romito.

Dai cantieri nautici alla montagna, i progetti di Giovanna Vitelli

G. Che cosa rappresenta per lei la montagna?

G.V. Frequento questa valle da quasi quarant’anni e considero la montagna casa. Rappresenta un luogo di pensiero e di raccoglimento necessari per ricaricare l’anima. È un luogo di rinascita e di condivisione, in cui il senso umano delle relazioni prende il sopravvento, che siano quelle con i miei familiari o gli amici. Ed è proprio questo mio modo di abitare la montagna e i valori da esso derivati che vorrei mettere a disposizione degli ospiti di Mascognaz.

G. Lei cita la necessità di trasmettere valori. È un insegnamento che ha ricevuto da suo padre?

G.V. Sono cresciuta in una famiglia piemontese, che in quanto tale ha sempre inteso gli oggetti, i possedimenti e i valori come un patrimonio da rispettare, preservare e consegnare alle generazioni successive. È un dialogo prezioso fra chi viene prima e chi dopo, definito in un lessico che tramandiamo da sempre e continueremo a fare: in questo modo teniamo viva quella meravigliosa tensione che ha animato ed emozionato chi ha investito nei progetti di casa.

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G. In un mondo ricco di opportunità, ma anche di distrazioni, come è quello attuale, sembra ambizioso il vostro proposito…

G.V. Raggiungere questo intento è quasi un lusso perché significa essere riusciti a dare spazio all’autenticità. Penso che oggi il vero lusso si trovi proprio nei luoghi, nelle esperienze e nelle relazioni capaci di trasmettere unicità e in cui ci si possa riconoscere completamente. Mascognaz vuole essere esattamente questo: una destinazione in cui fermarsi, ascoltare e lasciarsi travolgere dalla sua verità. Mio padre aveva colto questa suggestione ed è riuscito a renderla manifesta in ogni dettaglio o scelta; il mio compito è di proseguire su questa rotta. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 21/07/2025 09:00
Ultimo aggiornamento: 21/07/2025 09:00
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