È quanto emerge dal rapporto «Acquisti di case da parte di stranieri in Italia» condotto a ogni inizio d'anno da Scenari Immobiliari, che fornisce subito le cifre (record) del trend di sviluppo del settore. Il 2015 si è chiuso con un incremento di oltre il 12% del numero di compravendite, passate in un anno da 5.600 a 6.300 (e il conto è per difetto, assicurano da Scenari Immobiliari, poiché molte delle transazioni non escono ormai dalle enclave degli stessi stranieri che si sono formate negli anni), mentre in valore l'incremento è stato di oltre il 23% visto che il totale transato è salito da 3 a 3,7 milioni di euro. Ma non solo. La crescita non è solo storia di oggi, ma si tratta di un trend costante ascesa nell'ultimo decennio, se non in un periodo di tempo ancora più lungo. I dati di Scenari Immobiliari rivelano infatti che dal 2005 a oggi l'ammontare complessivo delle transazioni annue è più che quintuplicato, mentre il numero di case acquistate si è incrementato del 110%. Il che vuol dire che nello stesso periodo l'ammontare medio di ogni acquisto è salito da 245 mila a 590 mila euro, quasi un raddoppio. «Proprio questi dati confermano ulteriormente natura e aspirazioni degli acquirenti esteri sbarcati in Italia», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. «Il valore medio delle singole transazioni è infatti notevolmente aumentato, segno appunto che si tratta di una fascia di acquirenti medio alta non a caccia di immobili a buon prezzo ma di un buen retiro confortevole, affascinante e sofisticato. Se la spesa media si avvicina a 600 mila euro, è vero anche che sono frequenti gli acquisti superiori al milione. Quasi assenti invece gli investimenti sotto quota 200 mila euro: chi punta al risparmio è facile che punti piuttosto a Spagna, Portogallo, Croazia e Grecia».
Ma chi sono e dove comprano gli stranieri che hanno acquistato casa in Italia? Al primo posto sono sempre i tedeschi (51% del totale), seguiti dai russi (12%) e inglesi (9%). In aumento anche gli asiatici, con in testa gli indiani. In calo invece (ma solo in percentuale e non in valore assoluto) gli acquirenti dalla Svizzera, dal Giappone e da Stati Uniti e Canada.
«Oltre all'appeal dell'Italian style, a favorire gli acquisti sono state anche le crisi politiche dei Paesi dirimpettai del Mediterraneo e quella economica della Grecia», prosegue Breglia. «Per contro in calo risulta il numero dei compratori provenienti dalla Russia a causa della crisi del Paese».
Quanto alle mete più gettonate, nel corso degli anni è cambiato profondamente il modo e anche l'entità di acquisto della seconda casa in Italia. Dagli anni Settanta in poi gli acquisti erano quasi esclusivamente di case al mare nella Riviera romagnola o veneta oppure sul lago di Garda. A comprare erano perlopiù tedeschi con budget di spesa tra 100 e 200 mila euro, che cercavano alloggi a basso costo per il periodo estivo. Poi il cambio di passo. Negli ultimi due decenni l'Italia è entrata (prima timidamente, poi con più decisione) tra le destinazioni d'investimento non solo per brevi periodi, ma per il tempo della pensione o lunghe fasi della vita. «Il modello più ricercato è quello della casa in Provenza, che ancora oggi per questo tipo di acquirenti resta una delle mete più ambite», spiega Breglia, «ma là i prezzi sono ormai davvero proibitivi». È su questa scia che nel tempo si sono affermati prima gli acquisti di casali con vigneti in Toscana (anche questi ormai inarrivabili, specie se si tratta di vigneti rinomati), ma anche in Umbria e più di recente Marche, poi di masserie in Puglia o di dammusi a Pantelleria.
Tra le destinazioni d'investimento attualmente si attesta al primo posto la Puglia, soprattutto il Salento, che unisce il bello della campagna a suggestive spiagge caraibiche, e la zona intorno a Bari, ricca di Masserie. Poi il Lazio, dove domina la capitale, richiesta da tutti, con particolare preferenza da parte degli americani e degli inglesi. Quartiere privilegiato Trastevere, ma piacciono molto anche Testaccio e ovviamente tutto il centro storico.
Quasi del tutto assenti, o comunque con percentuali irrisorie, gli acquisti da parte di stranieri nelle località di montagna, fatta eccezione per qualche straniero a Cortina, ma anche in località di mare come quelle ligure: sono molto care, e appannaggio esclusivo dei cittadini di Piemonte e Lombardia. Tra le città grande assente infine una metropoli come Milano.
Nelle prime posizioni resiste anche la Toscana, molto amata dai tedeschi, come un po' tutto il Nord Italia. Tra le altre regioni risale la Sicilia, soprattutto per quanto riguarda le piccole isole. Bene anche il Veneto, con Venezia che, da sola, raccoglie metà degli acquisti realizzati nella regione. Fanalino di coda la Sardegna, sempre meta della clientela top, ma solo per quanto riguarda la Costa Smeralda, mentre il resto dell'isola non fa parte di questo mercato.
«In ogni caso, con le crisi geopolitiche in atto, il trend degli arrivi stranieri è sicuramente destinato a crescere, e nei prossimi anni potrebbe essere la volta di una forte espansione dell'Abruzzo, rimasto finora leggermente indietro nelle preferenze delle famiglie internazionali, ma che di sicuro possiede tutte le caratteristiche giuste per catalizzare la domanda immobiliare attuale», conclude Breglia. «A oggi comunque gli stranieri che hanno comprato casa in Italia negli ultimi dieci anni, escludendo quindi quelli arrivati prima, sono già più di 50 mila, per intendersi una città come Pordenone o Siena. Destinata a crescere in fretta». (riproduzione riservata)