D-Orbit completa la prima parte del maxi-round di serie C annunciato lo scorso novembre e si porta a casa 100 milioni di euro. Un importante traguardo per la startup italiana dell’aerospazio, che ha già annunciato la chiusura definitiva dell’operazione entro il primo semestre di quest’anno. All’appello mancano ancora, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti vicine al dossier, circa 50 milioni, che porteranno l’investimento totale a quota 150, cifra già anticipata da questo giornale e che dovrebbe pertanto essere confermata.
Giovedì 11 gennaio D-Orbit ha anche alzato il velo sui nomi degli investitori che hanno partecipato alla prima tornata del round. Se il lead investor, il colosso industriale giapponese Marubeni, era già stato svelato, la novità è rappresentata dall’ingresso del family office Avantgarde, che ha consolidate radici nell’industria farmaceutica e in quella aerospaziale essendo riconducibile alle famiglie De Rosa e Cavazza, fondatrice quest’ultima del gruppo Sigma Tau.
Al round ha partecipato anche una schiera di investitori preesistenti, tra cui Seraphim Investment Trust, United Ventures, Indaco Venture Partners, Primo Ventures, Neva sgr, braccio di venture capital del gruppo Intesa Sanpaolo, e Cdp Venture. Si tratta di un investimento strategico per il ramo della Cassa, tanto che il ceo Agostino Scornajenchi ha ribadito «la fiducia riposta nel team di D-Orbit con la conversione di ulteriori 17 milioni in equity», di cui 16 del fondo Large Ventures dedicato alle scale-up e uno dal fondo Italia Venture I che già deteneva una quota in D-Orbit dal 2019. Al prossimo closing, ha spiegato in una nota la startup guidata dal ceo Luca Rossettini, «è prevista la partecipazione di alcuni investitori aggiuntivi».
Con il denaro raccolto la società intende rafforzare l’espansione dell’offerta di servizi di logistica spaziale in aree come l’assistenza satellitare in orbita e il cloud computing. L’ambizioso obiettivo di D-Orbit è quello di creare «un’economia circolare dello spazio, in cui i detriti si trasformino in risorse preziose». La società con sede a Fino Mornasco (provincia di Como) ha inoltre anticipato di aver chiuso il 2023 «con una crescita annua del fatturato a tre cifre dal 2021». Nel corso dell’anno la startup si è inoltre aggiudicata più di 60 milioni di euro di contratti con i governi europei e le agenzie spaziali.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza la valutazione dell’azienda ammonta a 600 milioni, con la previsione di arrivare a 1,2 miliardi nei prossimi tre anni. Anche il dossier ipo, messo provvisoriamente in stand-by lo scorso anno a causa delle condizioni di mercato avverse, potrebbe essere riaperto nei prossimi mesi. A inizio 2022 infatti D-Orbit aveva annunciato la volontà di quotarsi al Nasdaq tramite una spac, con una valutazione di 1,28 miliardi di dollari.
Nell’ambito del round da 100 milioni BofA Securities e Unicredit sono stati joint placement agents. Eversheds Sutherland è stato l’advisor legale di D-Orbit, Gianni & Origoni quello di Marubeni. (riproduzione riservata)