Come anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso 8 gennaio, Czecholovak Group accelera sulla quotazione su Euronext Amsterdam sfruttando il periodo di grande corsa dei titoli della Difesa. Il colosso europeo delle armi con sede a Praga ha annunciato mercoledì 14 gennaio l’intenzione di effettuare l’ipo. Il gruppo ha una quindicina di società in portafoglio, di cui tre italiane (Fiocchi Munizioni, che controlla Baschieri & Pellagri e Armi Perazzi).
L’offerta dovrebbe consistere in un aumento di capitale tramite l’emissione di nuove azioni per 750 milioni di euro da parte della società e una contestuale vendita di azioni esistenti da parte di Csg Fin dell’imprenditore Michal Strnad, cui fa capo il oggi il 100% del gruppo. L’importo della cessione sarà determinato in una fase successiva.
Secondo quanto risulta a milanofinanza.it., la raccolta minima attesa dagli advisor ammonta a 3 miliardi per un collocamento sul mercato attorno al 15% e una valutazione minima del gruppo di 20 miliardi, che potrebbe salire a 30 miliardi a seconda dei multipli applicati al gruppo e alla domanda degli investitori.
La società ha ricevuto impegni da «cornerstone investors» per un importo complessivo di 900 milioni di euro. Si tratta di Artisan Partners Limited Partnership, in qualità di gestore per conto di fondi e conti amministrati dal team Global Equity di Artisan Partners con sede negli Usa; BlackRock, per conto di fondi e conti in gestione; Al-Rayyan Holding Llc, società interamente controllata da Qatar Investment Authority. Gli impegni sono subordinati al completamento dell’ipo. L’offerta è prevista nelle prossime settimane.
Csg è il secondo produttore europeo di munizioni di medio e grosso calibro e il primo produttore mondiale di munizioni di piccolo calibro per fatturato, con quote di mercato rispettivamente del 35% e del 13%. E’ un fornitore strategico di lungo periodo per i Paesi Nato, vende a enti governativi (compresi i ministeri della Difesa) in oltre 70 Paesi nel mondo. Infatti il 68% dei ricavi arriva proprio dai Paesi Nato – dati dei nove mesi al 30 settembre 2025.
I contratti nel segmento Defence sono generalmente di lungo termine, sottolinea il gruppo: munizioni di medio e grosso calibro: 3–4 anni, con alcuni contratti fino a 6 anni; Land Systems: minimo 3 anni, tipicamente 5–7 anni; supporto ai prodotti di elettronica per la Difesa su base pluriennale. L’area industriale globale comprende 39 siti produttivi in Repubblica Ceca, India, Italia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.
Csg produce, nello specifico, munizioni di medio e grosso calibro (per veicoli da combattimento, artiglieria e carri armati); Land Systems (veicoli militari ruotati e cingolati, camion pesanti off-road e sistemi d’arma); Defence Electronics (sorveglianza, comunicazioni, comando e controllo); Advanced Systems (sistemi per Uav e missili a lungo raggio, motori turbojet di piccole dimensioni).
Nei nove mesi chiusi al 30 settembre 2025, il 79% dei ricavi del segmento Defence Systems è derivato da contratti con governi o agenzie governative. Il gruppo prevede di beneficiare di un superciclo della spesa per la Difesa, sostenuto dall’aumento dell’incertezza globale e dagli investimenti elevati dei governi europei e Nato. Infatti, con la Dichiarazione dell’Aia di giugno 2025, i Paesi Nato si sono impegnati a destinare il 5% del Pil alla Difesa e alla sicurezza entro il 2035, di cui almeno il 3,5% per esigenze di Difesa core (rispetto al precedente obiettivo del 2%). Secondo Renaissance Strategic Advisors (Rsa), i bilanci della difesa europea cresceranno del 9% tra il 2025 e il 2030 (Cagr), contro il 5% a livello globale.
Csg ha registrato una crescita (Cagr) dei ricavi pro forma del 126% tra il 2022 e il 2024, grazie a una serie di operazioni di M&A e a una forte conversione degli ordini in fatturato. Al 30 settembre 2025, il backlog confermato ammontava a circa 14 miliardi di euro, con opportunità complessive per circa 32 miliardi, includendo il portafoglio in negoziazione. L’adjusted operating Ebit è del 24% e la società punta a un payout dei dividendi del 30–40% dell’utile netto a partire dal 2027.
Nei 9 mesi del 2025, Csg ha registrato ricavi per 4,5 miliardi di euro (+82% annuali pro forma); ebitda operativo di 1,2 miliardi (+79%) e un ebitda margin del 26,4%. Nello stesso periodo il 75% dei ricavi è derivato dall’Europa (di cui 26% dall’Ucraina), 18% dagli Stati Uniti, 6% dal resto del mondo. Il 79% del mercato è legato a ordini della Difesa, il 19% dal settore civile, il 2% dal comparto industriale (non Difesa).
Csg ha nominato Bnp Paribas, Jefferies, JP Morgan e Unicredit global coordinator congiunti, insieme a Ceská sporitelna, Commerzbank, Deutsche Bank e Morgan Stanley Europe come joint bookrunner dell’offerta. (riproduzione riservata)