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Bitcoin vola vicino ai massimi storici e supera i 122 mila dollari. Ecco perché per gli analisti potrebbe non essere una buona notizia
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Bitcoin vola vicino ai massimi storici e supera i 122 mila dollari. Ecco perché per gli analisti potrebbe non essere una buona notizia

di Mario Olivari
11 agosto 2025, 12:36 Ultimo aggiornamento: 13:13

Dopo un primo tentativo fallito, il bitcoin cerca di superare la resistenza a 122.000 dollari. Il dato sull’inflazione Usa potrebbe influenzare la volatilità della criptovaluta, con gli analisti  che prevedono un aumento dei prezzi al consumo

Nella giornata di domenica 10 agosto, tra le 3 di domenica e le 7 di lunedì 11 agosto (ora italiana), il bitcoin - secondo i dati di CoinMarketCap.com - è salito del 3,3%, passando da 117.000 a 122.000 dollari. In poco più di 12 ore, la capitalizzazione complessiva della criptovaluta ha guadagnato oltre 100 miliardi di dollari.

Come riportato da Benzinga Italia, il balzo dell’oro digitale è stato accompagnato da un aumento del 22% nei volumi di scambio nelle ultime 24 ore. L’open interest sul Bitcoin è cresciuto dell’1,36% e, secondo il Crypto Fear & Greed Index, il sentimento di mercato si è spostato ulteriormente verso la «avidità». Un segnale che, se da un lato indica pressione all’acquisto, dall’altro può essere letto in chiave «contrarian» come campanello d’allarme di euforia e compiacenza degli operatori.

Un’analisi di CoinDesk dell’11 agosto 2025 sottolinea come i 122.000 dollari rappresentino una resistenza cruciale: questo livello coincide con l’estensione di Fibonacci del 1,618% calcolata dal minimo del bear market del 2018 e da quello del 2022. L’estensione 1,618% è molto osservata dai trader, sia per convinzioni tecniche sia per il suo potere di «profezia auto-avverante».

Per i rialzisti si tratta del secondo tentativo di superare la barriera: il primo, lo scorso mese, si era concluso con un ritracciamento fino a sotto i 112.000 dollari. Un consolidamento aprirebbe la strada a un target di 140.000 dollari, prezzo di esercizio della call più scambiata sull’exchange di derivati crypto Deribit. Questa opzione, al momento, vanta un open interest nominale di oltre 3 miliardi di dollari, secondo i dati di Deribit Metrics. Proprio per la forte esposizione degli istituzionali in call vendute a 140.000 dollari (3 miliardi di controvalore), è probabile che i venditori di opzioni difendano quel livello: un breakout li esporrebbe a perdite significative, mettendo le call “in the money” a favore degli acquirenti.

Se però i rialzisti fallissero per la seconda volta, sarebbe il segnale che la pressione d’acquisto non è sufficiente, con il rischio di una correzione più marcata. Al momento della stesura (ore 12:20 italiane), il Bitcoin scambia a 121.323 dollari, in rialzo del 2,65% nelle ultime 24 ore.

Una settimana volatile per il bitcoin

Con tutti i principali mercati di rischio sui massimi storici, il dato sull’inflazione statunitense in uscita martedì sarà un test decisivo anche per il Bitcoin. Gli analisti si aspettano che l’impatto dei dazi introdotti dal presidente Usa Donald Trump si sia riflesso nei prezzi di luglio, alimentando pressioni inflazionistiche. Secondo un sondaggio Bloomberg, l’indice dei prezzi al consumo “core” - che esclude le componenti volatili del carovita come alimentari ed energia - dovrebbe essere cresciuto dello 0,3% a luglio, dopo il +0,2% di giugno.

Un’inflazione più alta del previsto potrebbe scatenare volatilità su tutti i mercati, criptovalute incluse, anche se secondo Marc Chandler, chief market strategist di Bannockburn Global Forex, è improbabile che spinga la Federal Reserve a rinunciare al previsto taglio dei tassi di settembre. In questo scenario, il dollaro resterebbe vulnerabile a un’ulteriore debolezza, condizione che in passato ha favorito gli asset rischiosi come le cripto.

Chandler osserva che, con i tassi Usa ancora nella fascia bassa dei range e una domanda tiepida nell’asta di rifinanziamento della scorsa settimana, il mercato potrebbe essere esposto a quella che sarebbe la terza crescita consecutiva del Cpi headline e core su base annua. Dopo il dato, ritiene probabile la ripresa del trend ribassista del dollaro. Il punto di svolta, aggiunge, è stato il rapporto occupazionale debole di luglio, che ha rafforzato le scommesse su un imminente taglio dei tassi, interrompendo il rimbalzo del biglietto verde e aprendo così spazi di manovra per una maggiore volatilità anche sul Bitcoin.(riproduzione riservata)



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