La Lega ha scelto in ultima istanza di non segnalare come prioritario l’emendamento al Dl Milleproroghe che prevede il rinvio di un anno dell'aumento della tassa sulle criptovalute, a prima firma di Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze al Senato. Così la stangata su bitcoin&co passerà dall’attuale 26% al 33% a gennaio 2026, accantonando l’ipotesi del 2027. Il Carroccio ha comunque segnalato 59 proposte di modifica al provvedimento, tra cui un’altra a nome Garavaglia volta a introdurre una nuova rottamazione per le cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2023, con la possibilità di pagarli in 120 rate.
Nel complesso le conferme superano le rinunce dei partiti tanto di maggioranza quanto di opposizione. Basti pensare che su 1.260 emendamenti raccolti in Commissione Affari Costituzionali al Senato 368 – poco meno di un terzo - sono stati identificati come prioritari. Ancora troppi e dunque da scremare per permettere all’iter parlamentare di procedere nei tempi previsti: meno di un mese. D’altronde il provvedimento è atteso in Aula al Senato il 12 febbraio e poi il 17 alla Camera per la seconda lettura, dato che deve essere convertito in legge entro il 25 febbraio.
Navigando tra le ancora numerose priorità individuate dai partiti, Forza Italia, con un emendamento di Claudio Fazzone, chiede di sospendere fino al 31 dicembre 2025 le procedure di assegnazione delle concessioni di grande derivazione a uso idroelettrico, incluse quelle già avviate.
Saltando dall’altro lato del continuum politico, tra i 76 emendamenti segnalati dal Pd c’è la proposta (a firma di Antonio Nicita) che punta a estendere l'ambito di applicazione del golden power, includendo i servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia low orbit satellite (Leo). Da segnalare che Starlink di Elon Musk offre l’accesso internet satellitare proprio tramite una costellazione di satelliti collocati in orbita terrestre bassa. Maggioranza e opposizione sono allineate sulla necessità di concedere più tempo alle aziende per mettersi in regola con l’obbligo di assicurarsi contro i rischi catastrofali. La richiesta minima è di far slittare la deadline da marzo a giugno di quest’anno, al massimo si parla di dicembre.
Netta invece la contrapposizione sulla sugar tax: Fi e Lega hanno segnalato i propri emendamenti per posticiparla di un anno, a luglio 2026, mentre i 5 Stelle addirittura vogliono anticiparne di quattro mesi l’avvio, puntano a marzo di quest’anno. (riproduzione riservata)