Il Salva Milano esce dalla finestra e rientra dalla porta. Della Camera. La riforma della giustizia contabile che modifica le funzioni della Corte dei conti e la disciplina della responsabilità dei funzionari pubblici per danno erariale potrebbe, approvata dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e approdata ieri in Aula, potrebbe infatti riuscire a tutelare gli amministratori del comune di Milano sotto inchiesta per falso, abuso edilizio e lottizzazione abusiva.
Il ddl a prima firma del ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti (come d’altronde anche il Salva Milano) punta a cancellare la responsabilità negli atti che condiziona l’operato degli amministratori e funzionari pubblici, come hanno più volte ribadito esponenti della maggioranza di governo.
Con questo obiettivo in mente il provvedimento: riduce il numero delle Procure regionali; elimina i controlli sugli appalti del Pnrr nel caso in cui ci sia stato un «controllo preventivo» e riduce i temi per i controlli a priori. Ma soprattutto il testo introduce un duplice salvacondotto per gli amministratori che hanno prodotto danni erariali. Da un lato, viene rafforzato il principio di presunzione di buona fede per i funzionari pubblici, riducendo i casi di condanna al pagamento di risarcimento. Dall’altro lato, per chi comunque venisse condannato è introdotto uno sconto del 70% sul risarcimento da versare.Tutte misure che «stravolgono gli equilibri tra poteri dello Stato» e avranno «gravi conseguenze sui controlli per il corretto utilizzo dei soldi dei cittadini», creando «scenari di illegalità diffusa e di inefficienza» denuncia, da mesi, l’Associazione magistrati della Corte dei conti (Amcc), guidata dalla presidente Paola Briguori. Eppure mentre il Salva Milano sembra ormai destinato a rimanere impantanato al Senato, la riforma sulla giustizia contabile dovrebbe ottenere il primo ok a Montecitorio entro Pasqua. Con ricadute positive anche sull’impasse edilizio del capoluogo lombardo.
La Procura di Milano ha aperto una ventina di fascicoli che contestano ai dirigenti comunali di aver rilasciato titoli edificatori fuori legge, permettendo di costruire con una semplice Scia (un'autocertificazione) edifici che invece richiedono un piano attuativo, oppure considerando «ristrutturazione» la costruzione di nuovi grattacieli. E questo non certo senza conseguenze sulle casse comunali.
Prendendo ad esempio la prima operazione edilizia (risalente a ottobre 2024) messa sotto la lente d’ingrandimento dalla sezione lombarda della corte contabile, la costruzione dei grattacieli Park Towers di via Crescenzago passati come una «ristrutturazione» ha arrecato un danno «per colpa grave» di 321 mila euro alle casse comunali. Difatto la differenza tra gli 1,8 milioni chiesti alla società costruttrice Bluestone e i 2,1 milioni dovuti. A ciò si aggiunge il fatto che per la monetizzazione delle Park Towers il Comune di Milano ha incassato solo 1,5 milioni invece dei 6 dovuti. E questi disavanzi nelle casse milanesi dovrebbero essere moltiplicati per i 150 cantieri con caratteristiche simili presenti in città, come ha dichiarato il sindaco, Giuseppe Sala. Con l’approvazione della riforma Foti, i funzionari coinvolti nella peggiore delle ipotesi, sarebbero chiamati a risarcire il 30% delle perdite causate. (riproduzione riservata)